Scuola, si ricomincia… Il 19 agosto il Ministero dell’istruzione ha diffuso un comunicato [pubblicato a questo indirizzo] con il quale afferma che «per l’anno scolastico 2010/2011 il tetto di spesa previsto per i libri di testo nella scuola secondaria superiore resterà invariato». Aggiunge inoltre che «l’entrata in vigore della riforma delle scuole superiori non comporterà nessun aumento per tutelare le famiglie dal fenomeno del caro libri». 

Con questa riforma è stata profondamente cambiata l’offerta formativa, ad esempio con l’estensione dello studio della fisica a tutti e cinque gli anni nei licei scientifici; con l’introduzione di nuove materie come cittadinanza e Costituzione e scienze integrate; con l’introduzione di un insegnamento, in lingua straniera, di una disciplina non linguistica (CLIL). Ciascuna di queste materie ha bisogno di libri specifici, se si modificano i programmi e si intraprende lo studio di argomenti nuovi, va da sé che i libri devono essere aggiornati e conformi alle nuove indicazioni ministeriali. 
 
Il Ministero specifica anche che non ha «alcun potere di fissare il prezzo dei libri scolastici», in quanto «soggetto alle scelte degli editori». I quali, aggiungiamo noi, nello stabilire il prezzo di copertina devono tener conto che i costi necessari a realizzare un libro di testo crescono ogni anno, come accade a qualsiasi altro prodotto presente sul mercato. Questi costi includono anche la realizzazione dei contenuti multimediali per i libri misti e la distribuzione degli e-book, come impone la legge.  
 
Ricordiamo che i tetti di spesa nelle scuole medie sono stati introdotti nel 2002, per il primo e unico adeguamento all’inflazione programmata, si è dovuto attendere il 2008, quando il limite di spesa è  stato introdotto anche alle scuole superiori. Era già difficile da capire come le scuole potessero restare all’interno di tetti di spesa vecchi di anni; è legittimo chiedersi come possano riuscirci quest’anno, dovendo tenere conto di nuovi programmi e nuove materie.