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Buona scuola, primi dati (e critiche).

Sono già 53.000 i questionari riempiti e recapitati al MIUR ad un mese e mezzo di distanza dalla presentazione del progetto La buona scuola. Anche se c'è tempo fino al prossimo 15 novembre è già possibile tracciare una prima analisi dei dati ricevuti in viale Trastevere (i cui addetti, forse, si aspettavano una partecipazione più sostenuta). Alcuni numeri sul portale: ha registrato 700.000 visite e 5 milioni sono state le pagine visitate; apprezzata la possibilità di scaricare materiali e lavorare offline; tra le 1179 proposte avanzate dagli insegnanti da segnalare senz'altro quella che chiede la «presenza all'interno di ogni scuola di ogni ordine e grado di un Pedagogista ed un Educatore che costituiscano l'Unità di Educativa Scolastica che ricoprano le Funzioni Strumentali attualmente svolte dai docenti svolgendo anche un ruolo di coordinamento e di supporto ai docenti, di consulenza pedagogica alle famiglie e di sostegno agli studenti»; molto apprezzate le richieste di avere classi meno affollate e di cercare di ridurre i costi connessi alla scuola. In merito all'apertura delle scuole anche il pomeriggio e la sera, tra le proposte del ministero la spunta al momento quella sul Project Management, ossia la realizzazione di Progetti sponsorizzati da diverse fonti quali, fondi europei, tessuto lavorativo ed enti locali. Qualcuno, al contrario, non reputa il prolungamento dell'orario di apertura delle scuole come un aspetto positivo, dal punto di vista sociale: «la scuola non può essere considerata una specie di parcheggio dove lasciare i propri figli perché non vi sono alternative o perché sono troppo costose». Il ministero assicura che tutte le proposte riportate dai cittadini saranno analizzate e prese in considerazione; nel giro di due settimane sarà possibile passare a provvedimenti legislativi per dare sostanza alle proposte avanzate dal governo, tra cui - ed è la più attesa - l’assunzione di 148.000 precari che andranno a formare l’organico funzionale. L'assunzione di questi giovani docenti è vista da tutti - genitori, studenti e insegnanti - come la vera svolta, la vera rivoluzione epocale in grado di smuovere tutto il tessuto sociale italiano: dando lavoro a tanti giovani, restituendo dignità alla cultura, traghettare la scuola nel terzo millennio. Le critiche al Governo non mancano e sono presenti e consultabili soprattutto nei documenti dei collegi dei docenti; le maggiori perplessità riguardano l'abolizione degli scatti di anzianità (e l'accesso alle progressioni per il solo 66 per cento del personale), nonché il pericolo degli scatti di competenze e la carenza di concreti investimenti sulla scuola statale. Qualcuno ha comunque criticato l'itero progetto, come Rino Di Meglio, coordinatore nazionale FGU-Gilda: «Siamo arrivati a un punto aberrante: una legge dello stato fa riferimento a un piano che non è nulla, che non ha nemmeno lo status più basso nella gerarchia degli atti ministeriali, quello di circolare. Eppure quasi quasi questo rutilante documento è diventato una sorta di Bibbia nazionale. Quale valore giuridico ha il tanto sbandierato piano La buona scuola? Come si fa in un'importante legge dello Stato (la finanziaria) a citare un atto (La buona Scuola) che giuridicamente non esiste?».



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