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Coronavirus, attuare la didattica a distanza

L'emergenza legata alla diffusione del Covid-19 ha messo in serie difficoltà le attività didattiche del nostro Paese, soprattutto al nord. Le tematiche legate alla didattica "a distanza" sono più che mai attuali. Cosa indica la normativa?

Secondo il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 1 marzo 2020, che interviene sulla questione della chiusura della scuola e/o sospensione dell’attività didattica, la situazione è eterogenea a livello nazionale ed è questo decreto a divenire l’elemento normativo di riferimento sulla questione del coronavirus, che deve armonizzarsi con le norme contrattuali e legislative esistenti in materia scolastica, a partire dal TU della scuola.

Per mettere in atto una didattica a distanza, è intanto necessario un parere del collegio docenti. Il decreto in questione all’articolo 4 lettera h afferma chiaramente che: i dirigenti scolastici delle scuole nelle quali l’attività’ didattica sia stata sospesa per l’emergenza sanitaria, possono attivare, sentito il collegio dei docenti, per la durata della sospensione, modalita’ di didattica a distanza avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilita.

Lo conferma il MIUR: «Secondo quanto disposto dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 25 febbraio 2020 i Dirigenti Scolastici delle scuole nelle quali l’attività didattica è stata sospesa per l’emergenza sanitaria possono attivare, di concerto con gli organi collegiali competenti e per la durata della sospensione, modalità di didattica a distanza, con particolare riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità». Questo significa che un provvedimento di didattica a distanza deciso unilateralmente dal dirigente scolastico è passibile di illegittimità con le conseguenze che possono derivarne. Ad esempio se uno studente non effettua i compiti decisi con questa modalità, decisa senza l’aver sentito il collegio docenti, questo non potrà essere sanzionato, perché la sanzione potrebbe essere illegittima dal momento che illegittimo è il modus con cui si è arrivati a determinare la didattica a distanza.

Ma il collegio deve essere convocato e questo potrebbe portare ad un secondo problema. Nei comuni indicati dall’articolo 1 del decreto essendo stata disposta la chiusura delle scuole e non la sola sospensione dell’attività didattica, il collegio docenti non può essere fisicamente convocato nei locali della scuola.

Non resta che l’attivazione in via telematica. Infatti, per questa casistica si precisa che rimane “ ferma la possibilità’ di svolgimento di attività formative a distanza”. E si applica anche per questa casistica. Cosa che è possibile solo per le scuole che hanno regolamentato la votazione in modo telematico.

Nel caso delle regioni e località dove l’attività didattica è stata solo sospesa, rimane valido quanto previsto in materia di coinvolgimento del collegio docenti per l’adozione della didattica a distanza, come trattato nei punti precedenti. In questo caso il decreto non prevede espressamente il divieto di riunioni, ma quando degli assembramenti sono previsti, viene consigliata la distanza di almeno 1 metro tra le persone. Sarebbe opportuno vista l’incertezza della questione, visto che il dirigente ha il dovere di garantire il rispetto dell’articolo 2087 del Codice Civile, di valutare almeno nelle zone reputate più esposte ed a rischio, di non provvedere a convocare il collegio docenti fisicamente. È comunque lo stesso decreto, all’articolo 2 lettera m, a suggerire di «privilegiare, nello svolgimento di incontri o riunioni, le modalità di collegamento da remoto».

Ribadiamo la differenza tra chiusura e sospensione. Come ha ricordato il MIUR, la chiusura delle scuole, provvedimento di esclusiva competenza delle Regioni e degli Enti Locali, comporta il divieto di accesso ai locali per tutto il personale e per gli alunni. Invece, la sospensione delle attività didattiche comporta l’interruzione delle sole lezioni. Pertanto, le scuole rimarranno aperte e i servizi erogati dagli uffici di segreteria continueranno ad essere prestati. Il Dirigente Scolastico e il personale ATA (Amministrativo, Tecnico e Ausiliario) sono tenuti a garantire il servizio ed eventuali assenze devono essere giustificate. Non si parla dei docenti. Ma come è noto i docenti in caso di sospensione dell’attività didattica a scuola possono essere tenuti a recarsi qualora si sia in presenza di attività collegiali già calendarizzate e programmate.



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