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Fioramonti, i fondi sono pochi. Dimissioni?


Il ministro della Pubblica Istruzione, Lorenzo Fioramonti, lo aveva promesso: «Se non avrò tre miliardi per il mio ministero, mi dimetterò». La manovra però parla chiaro, i soldi non ci sono: la cifra racimolata ne raggiunge poco meno di un paio. L'addio sembra imminente; oppure no?

Per coerenza il ministro dovrebbe lasciare. Ma in molti credono che Fioramonti alla fine vada avanti, supportato da Luigi Di Maio, Giuseppe Conte e soprattutto dal capo del Movimento Beppe Grillo. Altri ipotizzano che il ministro del MIUR sia pronto a lasciare il posto al senatore Nicola Morra.

Morra è un ex insegnante: dopo essersi laureato in Filosofia - presso l’Università La Sapienza di Roma - e poi specializzatosi in Bioetica all’Università degli studi di Bari, infatti, Morra ha lavorato come docente di storia e filosofia (sia in licei classici che scientifici); è un grillino di vecchia data, tant’è che partecipa attivamente ai meetup dal lontano 2011.

Tornando a Fioramonti, ai cronisti che gli chiedevano notizie sulle voci di sue possibili dimissioni, il ministro grillino solo risposto: «Sono qui e come potete vedere sto lavorando, sto lavorando…», ha tagliato corto Fioramonti.

Il pressing all’interno dei Cinque Stelle su Fioramonti per convincerlo a rimanere prosegue senza sosta. Ma il via libera finale della manovra da parte dell’aula di Montecitorio, atteso per lunedì 23 dicembre, e la definitiva conferma che alla fine i fondi richiesti non ci sono, potrebbe convincere il pentastellato a rimettere mano al copione. Insomma, il colpo di scena non è del tutto escluso.



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