Accedi a Imparosulweb!
Troverai i contenuti multimediali associati ai testi editi dal 2010 in avanti.

Giannini spiega le novità della scuola.

Su Repubblica Tv il ministro del Miur Stefania Giannini ha annunciato che il prossimo esame di maturità, vedrà il ritorno dei commissari interni con un presidente di garanzia nominato al di fuori dell'istituto interessato. Vediamo quali altri novità ci attendono. A partire dalla prossima settimana le nuove regole saranno rese pubbliche; la reintroduzione di commissari interni permetterà un risparmio economico non indifferente: «L'utilizzo di membri interni ci farà risparmiare molti soldi ed è più coerente con il progetto della "Buona scuola": oggi alla Maturità il 98 per cento degli studenti viene promosso, e non perché siamo scialoni. È un esame di sintesi di un ciclo scolastico, chi può far meglio degli insegnanti che hanno seguito quello studente?». Il ministro ha poi annunciato la partenza del tour di presentazione e ascolto de "La buona scuola", che passerà da Torino, L'Aquila e Bolzano, e toccherà 100 tappe fino al 15 novembre. La macchina relativa al cruciale nodo delle assunzioni prenderà via nel 2015. «Alcune decine di migliaia di precari, parte della terza fascia delle graduatorie di istituto, saranno esclusi dalle assunzioni che abbiamo programmato», dice la Giannini; tuttavia, aggiunge, «queste persone avranno un concorso immediato con cui confrontarsi, con 40mila posti a disposizione». Chi resterà fuori dalle assunzioni del prossimo anno? Chi è inserito nella terza fascia delle graduatorie d’istituto, ma fa solo tre giorni o una settimana di supplenza, non può essere considerato un precario. «Sono alcune decine di migliaia di giovani della terza fascia, ma non posso dare un numero preciso. Avranno comunque “un orizzonte di regolarità di concorso”: avranno la possibilità, “se quella” di fare l’insegnante “è la loro missione”, di partecipare alla selezione diretta». Nessuno spiraglio invece per i cinquemila insegnanti ingabbiati dalla quota 96 della legge Fornero (non potranno andare in pensione prima di aver raggiunto quota 96 sommando l'età anagrafica a quella contributiva): «L'intervento parlamentare ha fermato un emendamento, questi insegnanti non potranno andare in pensione. Si parla di un anno in più, non sono esodati: sono persone che hanno visto leso il loro diritto ad andare in pensione subito. Come ministero, ora, possiamo intervenire offrendo a questi docenti ultrasessantenni, che hanno fatto il loro dovere con passione e che aspettano il momento di tirare il fiato, mansioni meno stancanti rispetto all'insegnamento frontale. Questo potrà avvenire allargando l'organico funzionale attraverso, appunto, la stabilizzazione che prevediamo dal prossimo anno». Come immagina la scuola del futuro il ministro Giannini? Sicuramente come una struttura aperta e non solo al pomeriggio: «Immaginiamo, ma non è un progetto per domani, che una scuola che si organizza con molta più autonomia, con più insegnanti a disposizione, che può costruire il proprio progetto didattico non solo nelle ore destinate all'insegnamento dell'italiano, della matematica o delle lingue ma anche con altre attività, possa anche diventare una scuola che infrange il tabù della chiusura estiva, per lo meno per questi lunghi periodi. Pensiamo a questa cosa, anche se non è un progetto di questo momento» e ovviamente richiederà uno sforzo economico da pianificare con calma A proposito dei tagli, che come ogni anno stanno mettendo in moto la macchina delle occupazioni e delle proteste studentesche, il ministro prevede che si aggireranno tra i 600 e i 900 milioni di euro, concentrati sul comparto universitario; la Giannini mette le mani avanti: «non toccheremo la ricerca, il fondo di finanziamento agli atenei, non toccheremo la carne viva. Spesso taglieremo sprechi migliorando le funzioni. Piccoli tagli per diffusi risparmi, come l'addio alla costosa e dispersiva sede della ricerca all'Eur per riportare il personale in un palazzo vicino al ministero in viale Trastevere; saremo i primi, appena la Corte dei conti ci darà il via, a introdurre il costo standard per studente, perché è diverso fare ricerca a Catania e farla a Milano, e daremo alle singole università il 30 per cento di fondi su base premiale».



Gentile utente.
Il nuovo sito Loescher è stato realizzato per consentire la migliore esperienza visiva e di navigazione possibile.
Il tuo browser purtroppo non risulta supportato al 100%.
Se decidi di proseguire potresti riscontrare problemi sia a livello estetico sia a livello di funzionamento.
Ti consigliamo quindi di passare ad una versione più recente di Internet Explorer oppure di usare Chrome o Firefox.

Se vuoi scaricare Chrome clicca qui.
Se vuoi scaricare Firefox clicca qui

Grazie

Loescher Editore