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La Buona Scuola, risultati e prospettive.

Il ministro della Pubblica Istruzione, Stefania Giannini, accanto al suo staff ha presentato i dati della consultazione «La Buona scuola», cui hanno partecipato 207.000 partecipanti online (67% di uffici scolastici regionali coinvolti). I risultati mostrano più o meno chiaramente quello che gli italiani auspicano per la scuola italiana me tralasciano di evidenziare quello che davvero non funziona. Ecco alcuni aspetti più salienti della consultazione.

Intanto a proposito della partecipazione si evince che a rispondere al questionario online non sono stati i giovani ma soprattutto i docenti (54,3%) e i genitori (20%) ovvero chi ha tra i 30 e i 60 anni. Sono soprattutto le donne ad aver prestato attenzione alla consultazione forse anche perché la scuola è abitata in maggioranza dal genere femminile. Interessante notare che nelle stanze online, dove era possibile scrivere proposte e dare il proprio “mi piace” alle istanze presentate, i temi legati all’innovazione, al pensiero computazionale, al programma “Digital Makers” non hanno avuto gran seguito. Le proposte più seguite sono state quelle relative all’abilitazione all’insegnamento, al concorso e alla formazione dei docenti.

A proposito delle graduatorie, i soggetti che hanno risposto sono d’accordo sullo svuotamento delle graduatorie ad esaurimento ma ad alcune condizioni: anno di prova rafforzato per chi entra in ruolo e formazione. Secondo il 72% è preferibile un percorso per l’abilitazione diverso dall’attuale; l’89% chiede una didattica più innovativa che includa le lingue e le tecnologie informatiche. Al Miur dovranno fare i conti anche con la richiesta di un cambiamento netto nella modalità di valutazione dei concorsi: più che curriculum, titoli e pubblicazioni, gli italiani vogliono che sia valutata la capacità d’insegnare. Da non tralasciare che il 90% ritiene comunque che la valutazione dei prof serva a costruire percorsi di miglioramento, posizione in linea con le intenzioni più volte espresse dal Governo. A guardare i risultati della consultazione e sempre in riferimento alle retribuzioni degli insegnanti, appena il 14% di chi si è espresso in materia ritiene che la crescita della busta paga debba essere legata soltanto agli "scatti" di anzianità. Il 46% si schiera per un sistema misto e il 35% è fan del solo merito. Per l'81% dunque il merito deve contribuire alla crescita degli stipendi, a patto però che ciò non intacchi la collegialità del lavoro.

Per quanto riguarda le competenze e i percorsi di studio, poche novità: il 92% chiede più inglese; l’82% più economia; l’81% più educazione fisica e il 78% più attenzione per il pensiero computazionale. Molto votata anche l'educazione civica (intesa come cittadinanza attiva, educazione ambientale e all’affettività, un dato che il ministro Giannini non si aspettava); mettendo in coda le altre materie. «È inaccettabile - dice Giannini - che il Paese di Verdi e Puccini abbia analfabeti in cultura musicale». E la richiesta di più educazione civica spiazza la ministra: «È un messaggio straordinario, non ce l’aspettavamo, è necessario dunque che la scuola riprenda una funzione educativa».

Dal dialogo emerso nel corso della presentazione dei risultati, sono emerse richieste di «integrazioni» al documento, come ad esempio sul tema dell’integrazione linguistica e culturale degli alunni stranieri. «Era rimasto un po’ in ombra ma merita un’attenzione particolare a partire dalla rivisitazione delle classi di concorso», ha detto la ministra Giannini. E sui tempi della messa in atto di tutto questo lavoro: «Ora viene il bello perché dobbiamo dare risposte concrete. Non so dare date, non spetta a me, ma posso ribadire l’impegno politico del premier Matteo Renzi ed entro i primi mesi dell’anno si arriverà al decreto della Buona Scuola, poi bisognerà fare i conti con il percorso parlamentare, i tempi sono serrati, perché l’impegno rimane quello di avere la Buona Scuola in classe il primo settembre 2015».



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