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Licei di 4 anni, sperimentazioni e polemiche.

Il ministro dell'Istruzione Carrozza ha autorizzato negli scorsi giorni una sperimentazione che fu ideato da Profumo, ossia un percorso di istruzione secondaria superiore di durata di 4 anni. Il progetto ha radici profonde e ogni volta che viene riproposto scatena un vespaio di polemiche. Tutti infatti ricorderanno la battaglia che si combatté tra il 2000 e il 2001, quando il ministro Berlinguer cercò di ridurre il ciclo di istruzione complessivo tagliando un anno "al basso", ossia unificando la scuola elementare e quella media in un unico ciclo di 7 anni. La riforma, approvata ma mai sperimentata (e attuata) fu demolita dal centro-destra che nel 2001, appunto, vinse le elezioni. Il ministro Moratti cercò di riprendere in mano la questione ma il gruppo An-Udc le impedì anche solo di ipotizzare un percorso liceale d 4 anni. Oggi questa mini-sperimentazione, che riguarda - lo ricordiamo - solo 3 scuola paritarie lombarde, ripropone una questione che non è il caso di condannare a priori. Se non altro perché la durata complessiva di 12 anni del ciclo di istruzione scolastica riguarda ormai quasi tutti i principali Paesi del Mondo, tra cui USA, Cina, Russia, Giappone, Corea e gran parte dell'Europa. Le principali preoccupazioni derivano intanto dagli ambienti sindacali, che criticano intanto il fatto che il via alla sperimentazione non sia stato anticipato da una consultazione preventiva. I sindacati temono inoltre un'estensione generalizzata alle scuole statali in primo luogo perché essa determinerebbe una riduzione pesante del carico di lavoro dei docenti (un quinto, ossia 40.000 posto, secondo il più facile dei calcoli). Queste le parole di Pantaleo: «Vogliamo ricordare che proprio la scuola secondaria ha subito una riduzione, per effetto delle riforme epocali della ex ministra Gelmini, di oltre 22.000 posti e che già oggi registra alcune migliaia di personale a tempo indeterminato in esubero. L'operazione di riduzione di un ulteriore anno determinerebbe un taglio di 46.000 docenti e alcune migliaia di personale ATA. Tutto ciò comporterebbe l'impoverimento ulteriore della qualità formativa con un effetto devastante sia sul personale a tempo indeterminato che sul personale precario in attesa di stabilizzazione. Sul metodo, poi, rileviamo una straordinaria continuità di intenti con l'ex ministro Profumo: nessun confronto e decisioni prese nel chiuso di qualche stanza ministeriale da sparuti gruppi di esperti». Dal punto di vista socio-didattico, la sperimentazione non riguarderebbe una semplice decurtazione del percorso di un anno, ma prevedrebbe l'avvio di una metodologia atta a sviluppare una didattica per competenze, laboratoriale e integrata. Il tutto con lo scopo di accorciare i tempi di apprendimento e consentire di ammortizzare la mancanza del quinto anno. E il ministro "benedice" l'operazione: «Se ci fosse stata quando ero studentessa anch'io mi sarei iscritta a una scuola come la vostra», ha detto agli studenti del Liceo internazionale per l'Impresa, Guido Carli, di Brescia, «Si tratta di un'esperienza che dovrebbe diventare un modello da replicare in tutta Italia anche per la scuola pubblica». Un'idea di cui sicuramente torneremo a parlare in futuro.



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