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Meno bocciati, più risparmi.

Il ministero dell'Istruzione ha reso noti i dati relativi al numero (ancora non del tutto definitivo) degli studenti promossi e bocciati alle scuole secondarie di I e II grado. I dati non si discostano molto da quelli degli anni passati, ma offrono alcuni spunti interessanti. Dai dati del ministero (89% delle scuole secondarie di I grado e 84,5% di II grado) risulta intanto che nelle prime quattro classi della scuola superiore il numero dei bocciati è sceso dal 10,3 per cento al 10 per cento tondo di quest'anno. Il dato è positivo da due punti di vista: ci avvicina a quello richiesto dall'Europa e permetterà allo Stato un risparmio di quasi 40 milioni di euro. Aumentano anche i promossi nelle prime due classi della scuola media e l'aumento è anche leggermente più consistente: i bocciati sono passati dal 4,3 per cento di 12 mesi fa al 3,7 per cento. Anche in questo caso significativo il risparmio per le casse dello Stato: altri 40 milioni risparmiati. Restano maggiormente critici i primi due anni di entrambi i cicli di istruzione: la percentuale di non ammessi raggiunge, infatti, il 4,1% alle medie e il 4,8% alle superiori, tendenza riscontrata anche negli anni precedenti. In particolare, in prima superiore, quasi 15 ragazzi su cento vengono bocciati direttamente a giugno mentre oltre 26 vengono inviati a lezione di recupero per non perdere l'anno scolastico. Particolarmente preoccupanti i dati provenienti dagli istituti tecnici e professionali, dove la percentuale di insuccessi in prima classe (tra bocciati e "rimandati") tocca il 43%& nei tecnici e il 45% per cento nei professionali. Osservando i dati per regione, si osserva che le due isole maggiori - Sardegna e Sicilia - sono in testa alla classifica dei bocciati alle medie: con il 5,5 e il 5 per cento, nell'ordine. La percentuale più alta degli ammessi per la secondaria di I grado avviene in Basilicata con il 97,6%, seguita dall'Emilia Romagna con il 97,1% e da Puglia e Marche, entrambe 96,8%. Il record di bocciati nei licei è in Valle d'Aosta - 10,8 per cento, contro una media nazionale che si ferma al 5 - seguita dalla Sardegna (9,7 per cento). In coda alla classifica il Molise e Calabria. Al contrario, la Valle d'Aosta - con l'8,6 per cento - è la regione con meno bocciature, mentre in testa troviamo Sardegna e Campania. Si è discusso molto anche nel corso di questo anno scolastico, dell'utilità della bocciatura. Oltre a rappresentare un costo per lo Stato, essa è ritenuta fondamentalmente dannosa da molti esperti di vita scolastica. Il dibattito è nato dai dati provenienti dalla Francia, che detiene il record di bocciature tra i paesi dell'Ocse: il 57% degli studenti francesi (quindi più della metà) colleziona almeno una bocciatura durante la sua carriera scolastica; si può altresì dire che ogni anno in Francia 1 studente su 3 è costretto a ripetere l'anno (la media mondiale è di 1 su 7); Risultato: i docenti hanno ricevuto ordine di dare sistematicamente voti più alti ai giovani maturandi, motivando la decisione che non ci sono soldi nelle casse dell'erario per supportare le bocciature che sono costose per lo Stato. Ne è nato un dibattito tuttora in corso. L'Ocse non ha mai nascosto le proprie perplessità in merito allo strumento della bocciatura, ritenendo che far ripetere un anno comporta molti pericoli: molto spesso, infatti, uno studente ripetente bocciato per la seconda volta, decide (se maggiorenne) di abbandonare per sempre gli studi. D'altro canto, i casi davvero gravi di studenti che nel corso dell'anno dimostrano totale disinteresse nelle varie materie in quale altro modo potrebbero essere affrontati? Non esistono soluzioni disponibili e probabilmente passeranno ancora molti anni prima che il sistema scolastico possa realmente intraprendere un percorso nuovo e costruttivo per soppiantare la bocciatura e tutto ciò che di negativo si porta dietro.



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