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Primo ciclo, criteri di ammissione degli studenti


Il decreto legislativo n. 62/2017, attuativo della legge n. 107/2015, ha introdotto molte novità in merito alla valutazione degli studenti nel primo ciclo di istruzione, alla loro ammissione alla classe successiva e all’esame di Stato di I grado.

Inoltre al suddetto decreto è seguito il DM n. 741/2017, dedicato esclusivamente all’esame conclusivo del primo ciclo di istruzione, la nota n. 1865/2017, finalizzata ad illustrare tutte le novità sulla valutazione e sull’esame e, infine, la nota n. 2936/2018, volta a fornire indicazioni riguardo all’esame e alla prova Invalsi per le classi III della scuola secondaria di primo grado.

Ecco cosa si evince dai documenti ministeriali. Come punto di partenza è ribadito che la valutazione finale degli studenti è di competenza del consiglio di classe, presieduto dal dirigente scolastico o da un suo delegato. Quali sono i requisiti che gli studenti devono possedere per essere ammessi? Eccoli qua:

1. frequenza di almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato, che tiene conto delle discipline e degli insegnamenti oggetto di valutazione periodica e finale da parte del consiglio di classe;

2. non essere incorsi nella sanzione disciplinare prevista dall’articolo 4, commi 6 e 9 bis, del DPR n. 249/1998 (ove è si dispone l’esclusione dalla scrutinio finale per comportamenti connotati da una gravità tale da costituire un elevato allarme sociale).

E per ciò che concerne le insufficienze? La nota 1865/2017 sottolinea che l'ammissione «è disposta, in via generale, anche nel caso di parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline». Ciò significa che lo studente viene ammesso alla classe successiva, anche se in sede di scrutinio finale riporta valutazioni inferiori a 6/10 in una o più discipline. La nota ricorda inoltre che non è più previsto il voto di condotta.

Cosa accade dunque nei casi di parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline? La scuola ha il compito di informare tempestivamente le famiglie degli alunni e, nell’ambito della propria autonomia didattica e organizzativa, attiva specifiche strategie e azioni, volte a migliorare i livelli di apprendimento degli studenti, quindi a far superare loro le carenze riscontrate.

Insomma, la non ammissione sembra davvero "difficile"! Solo in casi particolarmente gravi, evidentemente, il consiglio di classe può deliberare la non ammissione alla classe successiva dello studente che presenti mancati o parziali livelli di apprendimento in una o più discipline, con conseguenti valutazioni inferiori a 6/10.
In questo caso valgono le seguenti regole in merito alla non-ammissione, che dovrà essere:

1. deliberata a maggioranza;
2. debitamente motivata;
3. fondata sui criteri stabiliti dal collegio dei docenti.

Per quanto riguarda il numero dell insufficienze che potrebbero causare la volontà di non-ammissione, è chiaro che il numero delle discipline "negative" non potrà essere “standard” (e nemmeno fermarsi ai numeri). Casomai andranno considerate altre variabili, come: Nell’ambito di una decisione di non ammissione, infatti, vanno anche considerate altre variabili, quali ad esempio:

1. la capacità di recupero dell’alunno;
2. in quali e quante discipline, in base a potenzialità e attitudini, lo studente possa recuperare;
3. quali discipline si pensa possano essere recuperate o meno nel corso dell’anno scolastico successivo;
4. l’efficacia o meno di un provvedimento di non ammissione;
5. il grado di maturità dell’alunno e la possibile reazione emotiva dello stesso.



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