Accedi a Imparosulweb!
Troverai i contenuti multimediali associati ai testi editi dal 2010 in avanti.

Reni, il merito e i sindacati.

Dopo l'intervento del premier Matteo Renzi a Porta a Porta dello scorso 11 novembre, si scatenano in rete le reazioni degli addetti ai lavori. Il Presidente del Consiglio ha spiegato intanto che la scuola non potrà andare nelle mani dei sindacati, i quali comunque hanno presentato ben 300.000 contro la tanto discussa Buona scuola. Uno dei nodi cruciali riguarda il merito dei docenti. Il Governo, ha confermato Renzi, non stanzierà soldi per "premiare" i meritevoli, proponendo piuttosto lo stesso investimento diviso per il 66% dei docenti, lasciando ai "mediamente bravi" (come riporta "La Buona scuola") lo stipendio invariato. Il sistema meritocratico, avrebbe però potuto affiancare quello relativo agli scatti di anzianità. Invece, sottolinea Orizzontescuola, «il sistema proposto dal Governo non ha pari in tutta Europa ed obbedisce ad un classico cliché tutto italiano di spaccare il capello in quattro, avviando un sistema "meritocratico" senza sborsare un soldo in più». Renzi ribadisce di voler ascoltare tutti, anche i nonni e gli imprenditori, e di non voler consegnare la scuola nelle mani dei sindacati: «Chi può parlare della scuola? Tutti. Voglio che la gestione della scuola non sia in mano solo ai sindacati della scuola. Voglio che un genitore un nonno, una persona che si occupa di impresa, di volontariato possa dire la sua sulla scuola», ha detto il presidente del Consiglio, sottolineando anche come il sindacato deve esporre la sua opinione, ma non può decidere. La questione è delicatissima e non è un caso che i rappresentanti dei lavoratori, anche i Confederali, abbiano ancora tante perplessità. Tanto di essere sul punto di proclamare lo sciopero già nel mese di dicembre. I risultati piuttosto "tiepidi" raccolti dalla Buona scuola, anche a livello di partecipazione, hanno lasciato in Renzi l'amaro in bocca: «Speravo che il programma sulla scuola fosse più apprezzato, mi aspettavo più gioia di partecipare», ha ammesso a sole 72 ore dal termine della fase di consultazione della cittadinanza sulle linee guida di riforma della scuola. Anche il piano relativo all'edilizia scolastica mostra qualche lacuna: il premier ha ammesso che serviranno 3 migliardi per rimettere a posto tutte le scuole italiane. «Vediamo se il piano da 300 miliardi di investimenti Ue sarà serio.



Gentile utente.
Il nuovo sito Loescher è stato realizzato per consentire la migliore esperienza visiva e di navigazione possibile.
Il tuo browser purtroppo non risulta supportato al 100%.
Se decidi di proseguire potresti riscontrare problemi sia a livello estetico sia a livello di funzionamento.
Ti consigliamo quindi di passare ad una versione più recente di Internet Explorer oppure di usare Chrome o Firefox.

Se vuoi scaricare Chrome clicca qui.
Se vuoi scaricare Firefox clicca qui

Grazie

Loescher Editore