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Scuola al via, decreto e numeri.

La scuola italiana riapre i battenti; al ministero fervono i lavori per rimediare al pasticcio dei risultati del concorsone e, nel frattempo, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale un nuovo decreto tutto dedicato all'Istruzione. Composto di 28 articoli, il documento ricalca sostanzialmente quanto comunicato dal Governo subito dopo la sua definizione. Nella prima parte (articoli da 1 a 9) si affronta il cosiddetto “welfare dello studente” e vengono definiti una serie di interventi di tipo economico (attribuzione di contributi e benefici a favore degli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado), di tutela della salute nei locali scolastici (divieto totale di fumo, anche delle sigarette elettroniche), di ampliamento e potenziamento dell’offerta formativa (un’ora settimanale di geografia generale ed economica negli istituti tecnici e professionali, contenimento del costo dei libri di testo, ingresso gratuito nei musei per i docenti, prevenzione della dispersione scolastica, percorsi di orientamento). Nella seconda parte (articoli da 10 a 19) il decreto affronta il problema dell'edilizia scolastica, con alcune disposizioni di interventi; si affrontano poi temi legati alle infrastrutture, come il potenziamento delle reti wireless e il dimensionamento, sull’anagrafe degli studenti e sul personale scolastico, per il quale è previsto un piano pluriennale di assunzioni. Altri articoli riguardano le nuove norme per il reclutamento dei dirigenti scolastici, la formazione dei docenti e l’assunzione dei dirigenti tecnici vincitori del concorso bandito nel 2008 e conclusosi qualche mese fa. Nell'ultima parte (articoli da 20 a 28) sono riportati articoli dedicati a università e di disposizioni tributarie. Il decreto legge è entrato in vigore dal giorno stesso della sua pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Pertanto, da ieri scattano i 60 giorni necessari per la sua definitiva conversione in legge. Dal Ministero arrivano anche i numeri (ancora non del tutto completi) del nuovo anno scolastico: in totale ono 7,8 milioni gli studenti, poco meno del 10% dei quali stranieri (736 mila), che inizierà o continuerà un corso di studi, per un totale di 336.000 classi sparse in 8.644 istituzioni statali e 41.483 sedi; il 65,7% degli alunni ed il 67,2% delle classi sono concentrati nella scuola primaria e secondaria di II grado. Saranno seguiti nel loro percorso formativo da 728.000 docenti indicati nell'organico di fatto e da 101.000 insegnanti di sostegno (che dovranno occuparsi dei 207.000 alunni con disabilità. Il numero maggiore di istituiti si trova in è in Lombardia (1.149), seguita dalla Campania (1.030), dalla Sicilia (888) e dal Lazio (768). Fanalino di coda il Molise (82). Come tipologie, 627 sono i circoli didattici, 274 gli istituti principali di primo grado, 4.881 gli istituti comprensivi, 2.862 quelle del II ciclo e istituzioni educative. Il 32,5% delle sedi scolastiche è della scuola d'infanzia, 37% è della scuola primaria, il 17,5% per le medie, il 13% per la scuola secondaria di secondo grado (licei ed istituti tecnici). Il 46,8% dei 2.580.007 studenti della scuola secondaria di secondo grado ha scelto il liceo, mentre il 32,1% gli istituti tecnici e il 21,2% i professionali. Tra i licei il preferito è lo scientifico, nei tecnici prevale l'indirizzo tecnologico, mentre il settore servizi è il più seguito tra i professionali. A tutti gli studenti un saluto del ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza, lanciato nel corso dell'inaugurazione del liceo classico 'Socrate' quasi distrutto dalle fiamme lo scorso 13 luglio e restaurato a tempo di record con l'impegno di Comune e Provincia di Roma e ministero. «Lo studio è la preparazione ad essere buoni cittadini e persone consapevoli. Siate ribelli, non accettate solo quello che vi viene proposto; la cultura deve tornare ad essere motore della nostra società soprattutto in momenti di crisi. A questo proposito, il nostro compito è quello di mettere in atto tutte le politiche per fare in modo che l'accesso allo studio sia su base egualitaria e non sulla base dello stato sociale. Il principio di solidarietà è alla base della nostra Costituzione, della nostra società e tiene insieme anche l'Unione europea 2 settembre 2013. Concorsone, vincitori... o vinti? Concorso, numeri che non tornano. Rientro dalle ferie amaro per moltissimi docenti che si aspettavano di conquistare un sospirato posto in ruolo. Come tutti sanno il concorso DDG n. 82 del 24 settembre 2012 è stato bandito per 11.542 posti per il 50% del reclutamento negli anni scolastici 2013/14 e 2014/15. Un concorso attesa da 13 anni e annunciato in pompa magna dal Francesco Profumo il ministro tecnico del governo Monti. Un concorso che però sembra si stia trasformando in un incubo per molti aspiranti docenti, poiché sembra che in realtà siano stati immessi in ruolo non più di 3.123 unità a fronte di un numero totale di posti a disposizione ben superiore. L’ultimo giorno per effettuare le nomine in ruolo, ovvero il 31 agosto, è ormai passato e i giochi sono fatti. Moltissime sono le regioni che hanno riscontrato enormi difficoltà nel redarre le liste: prima di tutto nel Lazio, dove non è stato possibile assumere nessuno dei 1.443 potenziali vincitori. Il direttore generale, Giuseppe Minichiello, ha spiegato così l'imbarazzante situazione: «Per il protrarsi dei lavori delle commissioni, non sarà possibile pubblicare entro il 31 agosto nessuna graduatoria definitiva del concorso». Situazioni simili in Toscana, dove sono state pubblicate le graduatorie solo per tre classi di concorso, in Calabria e Veneto, dove i lavori delle commissioni slitteranno a settembre, e in Sicilia, dove le classi di concorso avevano messo a disposizione un maggior numero di posti. Per fortuna in alcune regioni quali Emilia Romagna, Lombardia, Umbria, Friuli Venezia Giulia Piemonte e Veneto la situazione per i vincitori concorso scuola è abbastanza tranquilla: sono stati immessi in ruolo oltre metà dei vincitori del concorso scuola e quindi già l’anno prossimo potrebbero essere soddisfatti anche gli altri. All'opposto il caso-limite del Molise: il concorso scuola elementare aveva messo a disposizione 26 unità. La procedura concorsuale ha rispettato i tempi previsti e ha pubblicato, come di consueto, una graduatoria di merito. L’Ufficio scolastico regionale quindi poteva assumere i vincitori della selezione entro fine agosto, ma il ministero dell’Istruzione ha assegnato per il Molise due sole unità, che vengono divise tra l’altro tra concorso e precari delle liste ad esaurimento. Di questo passo l'ultimo docente avente diritto sarà assunto tra 26 anni! Il Ministero ha assicurato che per le modalità del bando, che prevede un numero di posti determinato da assegnare a tempo indeterminato, l'assunzione di un numero di docenti pari ai posti messi a concorso sarà assicurata. Ma secondo la FLC CGIL non risulta che sia stato il Ministero a pronunciarsi su questo punto - non è garantita l'assunzione dei vincitori del Concorso entro il triennio previsto. Pesante il commenti di Anief: «non è colpa dei vincitori del concorso se i posti messi a concorso dal ministero non sono più disponibili, anzi, i vincitori hanno maturato il diritto a un contratto a tempo indeterminato, di cui si chiederà la certificazione in tribunale, vista la conclusione delle operazioni di nomina a t. i. e i ritardi nella pubblicazione delle altre graduatorie definitive».



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