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Uscita di scuola, due proposte in Parlamento

In dirittura d'arrivo la soluzione per l'uscita dei ragazzi dalla scuola media. «Abbiamo spinto noi perché fosse presentato l'emendamento, utilizzando il decreto legge per risolvere la questione velocemente»: afferma il ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli.

La questione nasce da una recente sentenza della Cassazione che ha condannato preside e docente dell'ultima ora della mattina per non aver affidato a un adulto un ragazzino travolto e ucciso quindici anni fa da uno scuolabus.

È bastato questo a scatenare un vero e proprio caso. Anche se le scuole medie sono considerate la palestra dell’indipendenza e dell’autonomia degli adolescenti, i presidi hanno cominciato a non accettare più le liberatorie dei genitori che autorizzano da sempre gli insegnanti a lasciare i loro figli sulla porta della scuola.

Il MIUR non poteva non intervenire la ministra Fedeli aveva evocato «l’abbandono di minore», fattispecie del codice penale: la legge si sarebbe potuta cambiare solo dal parlamento essendo in ballo la «tutela dell’incolumità dei minori».

In Senato, infatti, sono arrivate proposte bipartisan per risolvere il problema. Tra gli altri hanno presentato in Senato emendamenti al decreto fiscale il Pd e Mdp. Due gli emendamenti Dem a firma Marcucci e Puglisi.

Nel testo dem firmato da Andrea Marcucci si legge che per i minori di 14 anni si autorizza l'uscita autonoma da scuola al termine delle lezioni «in considerazione dell'età di questi ultimi, del loro grado di autonomia e dello specifico contesto, nell'ambito di un processo di loro autoresponsabilizzazione», sollevando quindi la scuola da qualsiasi responsabilità.

La proposta di Francesca Puglisi, come quella di di Mdp-Articolo 1 di cui prima firmataria è Cecilia Guerra, prevede un'apposita liberatoria dei genitori «indirizzata al dirigente» che ne consenta l'eventuale uscita autonoma. Cioè prevede «l’adozione del regolamento interno» della scuola «che stabilisce le modalità per la vigilanza degli alunni durante l’ingresso e la permanenza nella scuola nonché durante l’uscita dalla medesima, anche autonoma, sulla base della valutazione degli elementi soggettivi e di contesto in condivisione con le famiglie».



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