Studenti stranieri, non più del 30% in classe

Il 19 marzo a Palazzo Chigi il ministro Gelmini ha annunciato l’ipotesi di un numero massimo di stranieri per ogni classe che, nel 2010 non dovrà essere maggiore del 30% del totale. Anche se la proposta sembra voler accantonare il progetto delle classi ponte, essa è in realtà contenuta nella stessa mozione Cota approvata alla Camera ad inizio autunno. Lo scopo è quello di favorire l’inserimento graduale degli studenti stranieri (700.000 il prossimo anno) e limitarne al contempo l’affollamento nella stessa classe. Secondo voi questa soluzione può rivelarsi efficace?

Postato da Amministratore il 27/03/2009 alle 9.15 in Dal mondo della scuola (39)

Commenti

Postato da Giulia il 16/04/2009 alle 21.36

Purtroppo si tratta di una questione delicata: le classi con diversi bambini stranieri diventano occasioni preziose per far apprezzare ai giovani le diversità, e rendere più naturale la convivenza nel futuro, ma possono anche andare a svantaggio dei bambini stessi, sia italiani che stranieri.
Probabilmente, sarebbe più giusto per un bambino straniero trovarsi in una classe a maggioranza italiana, per permettergli di recuperare (se ce ne fosse il bisogno) e di imparare meglio la lingua e la cultura del nuovo paese in cui vive.
Il problema sta, credo, nel giusto mezzo: è giusto mettere delle regole, ma bisogna saperle applicare caso per caso.
Sarebbe utile che, al momento della formazione delle classi, gli insegnanti fossero davvero a conoscenza di chi avranno davanti a scuola, di modo che un bambino per loro non diventi soltanto una nazionalità da far rientrare in una percentuale.

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