Religione cattolica: quale futuro?

La sentenza n.7076 del Tar del Lazio [in danna.it la notizia completa] vieta agli insegnanti di religione di partecipare alla valutazione dei maturandi e impone che il loro insegnamento non possa più contribuire alla determinazione del credito scolastico: «l’attribuzione di un credito formativo ad una scelta di carattere religioso degli studenti e dei loro genitori, quale quella di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche, dà luogo ad una precisa forma di discriminazione». Le polemiche scaturite riportano in primo piano la questione relativa all’insegnamento della religione nelle scuole secondarie: in molti, come ANIEF (Associazione Nazionale Insegnanti ed Educatori in Formazione), suggeriscono d’istituire un "Insegnamento Alternativo" di pari dignità culturale e formativa dell’IRC, come Storia delle Religioni, Etica, Educazione alla Costituzione, Antropologia. Quale sarà il futuro di quest’ ora di insegnamento?

Postato da Amministratore il 19/08/2009 alle 12.16 in Dal mondo della scuola (39)

Commenti

Postato da riccardo il 19/10/2009 alle 16.00

Quell''ora tanto preziosa viene quotidianamente sprecata in attività come la copiatura di versioni dal compagno di banco o uscite da scuola anticipate. E pensare che potrebbe rappresentare una risorsa tanto preziosa!!!

Postato da frequentia il 21/08/2009 alle 17.16

Visto? Come non detto, nel giro di due giorni con una bella circolare la ministro garantisce che niente lederà la rilevanza e importanza dei docenti di IRC. Ci mancherebbe. Ma se i nostri governanti intervenissero così prontamente contro gli evasori fiscali come intervengono sempre per non urtare lorsignori d'Oltretevere!

Postato da frequentia il 20/08/2009 alle 10.51

A me la sentenza sembra più che ragionevole e più che motivata, con buona pace del monsignore (che fa il suo mestiere). È evidente che ci sono tutti gli estremi per parlare di discriminazione. Sorprende, se mai, che giunga solo adesso una chiara presa di posizione giuridica contro un evidente privilegio ufficializzato dal precedente ministro Fioroni. Non sorprende, invece, la rapidissima corsa di molti politici di destra e di sinistra "a rimediare" questo crimine di lesa maestà nei confronti del Vaticano: ci siamo troppo abituati per restarne sorpresi, no?
Magari si potesse, in questa Italia, trasformare in Storia delle Religioni, o Etica, o Visioni del mondo comparate o che altro, il tradizionale e stantio Insegnamento della Religione Cattolica! L'IRC, ricordiamocelo, nasce da un impegno assunto dalla Repubblica Italiana in forza di un patto internazionale con lo Stato della Città del Vaticano, ed è disciplina di cui non si può negare la natura confessionale, visto che i docenti hanno bisogno del placet della Curia). Secondo me gli insegnanti stessi di religione che sono il più delle volte ottime persone, preparate, sufficientemente pluraliste e non intenzionate a fare lavaggi del cervello, dovrebbero rendersi conto che un inquadramento del loro insegnamento in forma diversa davvero paritaria e laica, converrebbe a tutti, e sarebbe un vero arricchimento educativo e culturale per la scuola italiana, questo sì, non il mantenimento di una tradizione che è in realtà mantenimento di una forma di privilegio ideologico, de iure e de facto, nei confronti della Chiesa Cattolica e, soprattutto, del Vaticano. E a quel punto sarebbe ovvio averli negli scrutini e nell'assegnazione dei crediti.

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