Educazione civica: soluzione contro il bullismo?
«Stiamo organizzando una piccola task force per dare risposte non banali al problema del bullismo»; così il neoministro Gelmini da Palermo. Si ipotizza la creazione di un gruppo-lavoro che possa operare all’inserimento di misure volte a rafforzare il lato educativo della scuola e la re-introduzione dell’educazione civica. Se questa materia - e chi la insegna - riuscisse a liberarsi da sommarie quanto inutili velleità legislative e precettistiche e se si tornasse a parlare di educazione alla convivenza civile, al vivere con gli altri in modo giusto, allora riproporre questa materia avrebbe un senso. Ma è davvero questa la giusta direzione per muoversi contro l’emergenza educativa in cui si trova la scuola italiana?
Un esercito di bocciati
Quanti sono i pluri-ripetenti in Italia? Un esercito. Secondo i dati forniti dal Ministero della Pubblica istruzione sulla Dispersione scolastica, oltre 250.000 studenti delle superiori sono "in ritardo di 2 o più anni" e di questi quasi 100.000 è ancora tra i banchi delle scuole superiori a 21 anni. Il ritardo, accumulato alle elementari e alle medie, oltre che negli anni delle scuole superiori, fa sì che in prima superiore gli studenti "in pari" siano il 74%, in quinta il 68,5. Il dato è importante anche dal punto di vista economico: poiché uno studente delle medie costa all’anno 7238 euro e uno delle superiori 7.666 euro, il costo complessivo degli alunni ripetenti è di 2 miliardi e 800 mila euro all''''anno! La strada da percorrere è dunque quella tedesca, dove un ordine tacito e implicito impone di bocciare il meno possibile? La bocciatura ha ancora senso nel nostro paese? Quali sono le reali alternative alla ripetizione di un anno scolastico?