Cultura handicap

Handicap e società


Il principio dell’uguaglianza dei diritti implica che «i bisogni di ognuno e di tutti gli individui sono di eguale importanza, che quei bisogni devono diventare il fondamento per la pianificazione delle società e che tutte le risorse vanno impiegate in modo tale da assicurare che ogni individuo abbia le stesse opportunità per partecipare […] Le persone con disabilità sono membri della società e qualunque sia l’origine, la natura e la gravità del loro handicap, hanno gli stessi fondamentali diritti di tutti gli altri cittadini, fra cui il primo e più importante è quello di condurre una vita dignitosa, la più normale e completa possibile».
 
Se si volesse delineare un quadro storico delle scelte fatte dall’umanità nel corso dei secoli nei confronti dell’handicap, andrebbero focalizzati almeno quattro periodi-base.
Il primo è quello della violenta antichità che aspira ad un modello di perfezione estetica, dove la soluzione alla gestione dell’esistenza dei più deboli ha il nome della rupe Taigeto presso Sparta, dalla quale vengono fatti precipitare gli "imperfetti".
Il secondo ha il volto umanitario della pietà cristiana, per cui l’handicappato o il debole in genere viene tollerato, ma vive ai margini della società: si aprono le caritatevoli ruote presso i conventi o gli ospedali e vengono istituiti i centri di raccolta per gli abbandonati.
Il terzo è il periodo della scienza, volta a scoprire nella malattia i limiti psicofisici dell’uomo, intesi come fenomeni naturali e non come effetti di una colpa individuale da scontare.
Nell’attuale quarto periodo, infine, predomina l’aspetto economico e "globalizzante", per cui in teoria si tende sempre di più ad inserire il soggetto con disabilità nel ciclo vitale della società, nel mondo del lavoro, nella scuola, ma in realtà è ancora lungo il percorso accidentato da percorrere per raggiungere una totale integrazione e costruttiva collaborazione.
 
Realizzare "pari opportunità" significa rendere possibile un processo attraverso il quale le differenti società e i diversi ambienti, così come i servizi, le attività, l’informazione e la documentazione, siano resi accessibili a tutti, specialmente alle persone con disabilità.