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  • giovedì 5 settembre 2019

    Fioramonti nuovo ministro del MIUR

    Con la caduta del governo "gialloverde" e la nascita di quello "giallorosso", abbiamo assistito all'avvicendamento di diversi ministri, tra cui quello dell'Istruzione. Il nuovo arrivato è Lorenzo Fioramonti, già vice dell’uscente ministro dell’Istruzione Bussetti (Lega).

    Il neo ministro raccia subito una road map dei suoi obiettivi al ministero, a partire dall’abilitazione di 55mila supplenti di terza fascia e l’indizione di un nuovo concorso per 24mila nuovi aspiranti docenti.

    Insegnati che Fioramonti definisce «eroi», «perché tutti i giorni sono chiamati a occuparsi di un sistema di una complessità intimorente. A volte non hanno la struttura adatta, sicuramente sono sottopagati».

    Le questioni aperte sono tante: insicurezza degli edifici, insostenibilità dei costi degli studi per studenti e famiglie, insegnanti precari e sottopagati, “classi pollaio” e concorsi truccati. E per risolvere la richiesta di Fioramonti, che a sua volta è stato docente e ricercatore dal curriculum internazionale, costretto a diventare «un cervello in fuga» per veder sbocciare la propria carriera accademica in Sud Africa, ci vorranno 3 miliardi di euro.

    «Conto molto» scrive nell'intervista rilasciata a OrizzonteScuola, «che entro i prossimi mesi, già dalla prossima legge di bilancio ci saranno investimenti massicci per l’ambito scuola, formazione e ricerca. Si può fare con interventi fiscali mirati o affrontando un ragionamento generale di bilancio. Lo vedremo nelle prossime settimane. La scuola può dare moltissimo al paese, una grande risorsa abbandonata negli ultimi 20/30 anni. Nonostante ciò la scuola italiana ha ottimi risultati dal punto di vista di studi comparati, relativamente alla preparazione studenti. In calo ma abbiamo una tradizione di eccellenza».

    Riassumendo per punti:
    1. lotta alle classi troppo affollate
    2. valorizzare, anche economicamente, il ruolo dei docenti,
    3. potenziare il piano nazionale per l’edilizia scolastica
    4. garantire la gratuità del percorso scolastico per gli studenti
    5. provenienti da famiglie con redditi medio-bassi,
    6. contrastare la dispersione scolastica e il bullismo

    Da parte nostra un grande in bocca al lupo al nuovo ministro!  

  • giovedì 11 luglio 2019

    Invalsi, povera (e spaccata) Italia

    I risultati del Rapporto Invalsi 2019 evidenziano “innegabili motivi di preoccupazione”, soprattutto per alcune aree del Paese: lo afferma il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, alla presentazione dei dati delle prove Invalsi dello scorso 10 luglio, alla Camera.

    “L’Invalsi – ha detto il responsabile del Miur – è uno strumento che consente di avere una foto articolata e dettagliata del nostro lavoro, con consente di analizzare eccellenze e criticità del sistema per realizzare azioni puntuali ed efficaci”.

    Il motivo è presto detto: i risultati del Rapporto mostrano numeri preoccupanti sia per quanto riguarda gli apprendimenti di bambini (seconda e quinta elementare), adolescenti (terza media) e ragazzi (seconda superiore e, appunto, quinta). Si avverte un leggero miglioramento, rispetto al 2018, per gli studenti della scuola superiore di primo grado, soprattutto in Matematica e Inglese, ma le larghe zone d'ombra faticano ad essere illuminate.

    L'istruzione al Sud resta un'emergenza e tarda ad affermarsi l'idea di una scuola equa, uniforme. La crescita costante delle differenze Nord-Sud tra i 7 e i 19 anni si vede già con le prove Invalsi di quinta elementare. Gli allievi in "forte difficoltà" nella comprensione di un testo salgono nel Paese al 25 per cento: vuol dire uno su quattro. Calabria e Sicilia viaggiano, invece, hanno percentuali di dieci punti peggiori. Umbria e Marche mostrano una sofferenza intorno al 15 per cento: meno della metà rispetto all'estremo Sud.

    In terza media le differenze non si contengono più e i ritardi scolastici meridionali diventano una frattura nazionale. I problemi nella comprensione di un Italiano adeguato all'età si fanno seri in tutto il Paese: il 35 per cento dei quattordicenni, infatti, è al livello 1 e 2 (su una scala di cinque), ma in Calabria addirittura uno studente su due ha problemi di comprensione di un testo.

    Sempre in italiano tante le differenze in quinta superiore: all'esame di Maturità approdano diciannovenni che nel 42 per cento dei casi hanno lacune molto marcate. In Calabria e in Sicilia i "gravi ritardi" superano il 60 per cento, in Campania si tocca l'aliquota sessanta, in Sardegna la si sfiora.

    Le cose non migliorano con la matematica: se in terza media tre ragazzi su 5 (61,33 per cento) hanno appreso in maniera sufficiente o di più il programma, alla fine delle scuole superiori sono solo il 58,3 per cento quelli che si possono considerare «promossi». Una situazione molto negativa, che diventa drammatica in Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna dove addirittura la situazione è rovesciata: il 60 per cento degli studenti non è sufficiente. «Le cause sono varie - spiega il direttore dell’Invalsi Roberto Ricci - molto dipende dal contesto e dalla situazione socioeconomica familiare. In alcune aree l’impreparazione è tale che è come se un terzo degli studenti non avesse frequentato la scuola: alla fine delle superiori ha conoscenze e competenze della terza media». Nei piccoli centri delle regioni del Sud ancora esistono classi di fatto differenziate per i bravi e gli studenti considerati scarsi. Il trend degli studenti scarsi comincia dalla quinta elementare e non si arresta più, aumentando anzi il divario.

    Sull'Inglese il livello è imbarazzante (per la scuola italiana, ben prima che per i ragazzi). In Calabria quasi sette maturandi su dieci non riesce a leggerlo, in Calabria e in Sicilia l'85 per cento non lo comprende (al livello richiesto seguendo standard europei). Il dato medio del Paese sulla seconda lingua resta da allarme rosso: quasi il 50 per cento non sa leggere, il 65 per cento non raggiunge il livello B1 previsto, appunto, dai programmi di quinta superiore.

    C'è tanto lavoro da fare: bisogna immaginare un’Italia in grado di far evolvere la scuola, considerarla davvero come un'opportunità, non come un fardello. Il divario c'è, non deve essere ignorato. Solo investendo sulla scuola, su chi ci lavora, su chi ci vive ogni giorno, le cose potranno cambiare in meglio.  

  • lunedì 24 giugno 2019

    Maturità 2019, l'esame al via

    Maturità 2019, ci siamo! Oggi la seconda prova, nella nuova tipologia con doppia materia; Tacito e Plutarco al Classico. Ieri il tema con Giuseppe Ungaretti e la poesia «Risvegli» (tratta da «Il porto sepolto»): è lui l’autore scelto per la «tipologia A», l’analisi del testo. Insieme a Leonardo Sciascia, e al brano tratto da «Il giorno della civetta», romanzo da cui nel 1968 il regista Damiano Damiani trasse anche un film.

    Ecco le tracce scaricabili dal sito del MIUR:

    Tracce ufficiali

    Il brano scelto dal Miur per i maturandi è "Risvegli", di Ungaretti, brano tratto da "Il porto sepolto", confluito nel 1942 nella raccolta "L'allegria". La poesia è stata composta nel 1916, dunque negli anni della giovinezza del poeta italiano nato ad Alessandria d'Egitto, dopo essere rimasto orfano di padre. In particolare in queste righe l'autore si chiede quale sia il ruolo di Dio in un mondo che è in realtà governato dal male. Dal punto di vista formale, si tratta di strofe in verso libero e senza rima, che rappresentano il primo periodo ermetico dello scrittore.

    Il secondo brano di Leonardo Sciascia, è da "Il giorno della civetta". Il romanzo racconta la storia di alcuni omicidi commessi dalla mafia e della lotta del comandante dei Carabinieri Bellodi per scoprire la verità ed arrestare i colpevoli. Nel 1968 il regista Damiano Damiani ha tratto un film da questo romanzo.

    I maturandi possono scegliere anche il brano di Montanari sull'uso del futuro o quello di Fernbach sull'illusione della conoscenza. Nella prima (Istruzioni per l'uso del futuro) partendo da un testo dello storico dell'arte e saggista Tomaso Montanari è una delle tracce della maturità. Citati anche il ciclista Gino Bartali, nominato giusto tra le nazioni per aver salvato numerosi ebrei, e il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa ucciso in un attentato mafioso a Palermo nel 1982. Agli studenti viene chiesto di redigere un elaborato traendo spunto dalla drammatica vicenda attraverso letture e le conoscenze personali.

    Il riepilogo:
    A1 - Giuseppe Ungaretti - da L'Allegria - Risvegli
    La poesia è stata composta nel 1916, dunque negli anni della giovinezza del poeta italiano nato ad Alessandria d'Egitto, dopo essere rimasto orfano di padre. In particolare in queste righe l'autore si chiede quale sia il ruolo di Dio in un mondo che è in realtà governato dal male. Dal punto di vista formale, si tratta di strofe in verso libero e senza rima, che rappresentano il primo periodo ermetico dello scrittore.

    B1 - Tomaso Montanari - Il patrimonio culturale
    'L'importanza del patrimonio culturale', partendo da un libro di Tomaso Montanari ('Istruzioni per l'uso del futuro. Il Patrimonio culturale e la democrazia che verrà') è il terzo tema per il testo argomentativo nella prima prova di maturità.

    B2 - Steven Sloman e Philip Fernbach - "L'illusione della conoscenza"
    Un testo di Steven Sloman e Philip Fernbach tratto da "l'illusione della conoscenza", è una delle tracce proposte alla maturità di quest'anno per l'analisi e l'argomentazione di un brano.

    B3 - Corrado Stajano - "Eredità del Novecento"
    Un brano di Corrado Stajano, giornalista e scrittore è lo spunto per l'analisi e la produzione del testo argomentativo all'esame di maturità. Il brano fa parte della raccolta di saggi "la cultura italiana del 900". Ai ragazzi viene chiesto di riflettere sulla vita degli uomini e delle donne nel corso del secolo

    C1 - Terma di attualità partendo dal discorso del prefetto Luigi Viana in occasione del trentennale dell'uccisione del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa
    Il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso dalla mafia con la moglie Emanuela Setti Carraro, è nella traccia di uno dei due temi di attualità per la maturità di quest'anno. Agli studenti viene chiesto di redigere un elaborato traendo spunto dalla drammatica vicenda attraverso letture e le conoscenze personali.

    C2 - Tra sport e storia - da un articolo di Cristiano Gatti del 2013
    Gino Bartali, il grande campione di ciclismo entra nelle tracce della maturità di quest'anno. Partendo da un articolo di Cristiano Gatti del 2013, i ragazzi devono riflettere sui meriti non solo sportivi del Bartali uomo che con la sua bicicletta non ha esitato a infilare nel telaio documenti falsi per consegnarli agli ebrei braccati dai fascisti salvandoli dalla morte.

    Pochi minuti prima dell'apertura delle buste, sui social è arrivato l'augurio del ministro dell'Istruzione, Marco Bussetti: "Cari ragazzi, è arrivato il momento. Forza! Sono certo farete del vostro meglio! Buon lavoro a tutti e ricordatevi 'La fortuna non esiste: esiste il momento in cui il talento incontra l'opportunità".

    Le commissioni d'Esame coinvolte quest'anno sono 13.161 per 26.188 classi. I candidati iscritti alla Maturità sono 520.263, di cui 502.607 interni e 17.656 esterni. Il tasso di ammissione all'Esame è stato del 96,3%.

    Seconda prova:

    .: Licei
    .: Istituti Professionali
    .: Istituti Tecnici

    Al Liceo classico la versione di latino e il testo greco trattano della figura dell'imperatore romano Galba. La prima è tratta da Historiae di Tacito, il secondo da Vita di Galba di Plutarco (Vite Parallele).

    Allo Scientifico è richiesta la soluzione di un problema a scelta del candidato tra due proposte e la risposta a quattro quesiti tra otto proposti. Il compito di fisica prevede un problema da risolvere su un condensatore.

    Gli studenti dei licei artistici dell'indirizzo grafica alle prese con la seconda prova dell'esame di maturità se la vedono con la realizzazione di logo, locandina e invito all'inaugurazione di un nuovo spazio espositivo e scuola d'arte.

    All'indirizzo architettura invece i maturandi dovranno ideare e realizzare un museo dello spazio tenendo conto che sarà principalmente dedicato ai giovani e alle scuole.

    Dall'autoritratto al selfie la traccia proposta oggi ai maturandi dell'artistico indirizzo arti figurative plastico scultoreo.  

  • venerdì 31 maggio 2019

    Inclusione scolastica, le nuove norme


    Il Consiglio dei Ministri ha licenziato lo Schema di decreto legislativo concernente disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, recante “Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera c), della legge 13 luglio 2015, n. 107”.

    Un totale di 15 articoli che - riporta la relazione - «mirano a perfezionare l'impianto normativo del decreto legislativo n. 66/2017, attraverso integrazioni e correzioni ritenute necessarie anche al fine di rimediare ad alcune difficoltà insorte nella prima applicazione del citato decreto legislativo. In particolare, le disposizioni sono finalizzate ad assicurare una maggiore partecipazione dei portatori di interessi nelle decisioni concernenti le misure educative a favore degli alunni con disabilità ed a garantire un significativo supporto alle istituzioni scolastiche nella realizzazione di adeguati processi di inclusione, anche attraverso la previsione di opportune misure di accompagnamento delle istituzioni scolastiche in relazione alle modalità di inclusione degli alunni con disabilità previste dallo stesso decreto».

    Il provvedimento interviene per modificare significativamente le nuove norme in materia che sarebbero entrate in vigore il prossimo settembre e che vengono riviste mettendo sempre di più al centro lo studente e le sue necessità. A partire dall’assegnazione delle ore di sostegno che, d’ora in poi, avverrà anche con il coinvolgimento delle famiglie, fino ad oggi lasciate fuori da questo processo.

    L’Italia si allinea definitivamente al principio riconosciuto dalle Nazioni Unite secondo cui la disabilità è tale in relazione al contesto: solo offrire opportunità specifiche ai ragazzi con diverse abilità garantisce maggiore autonomia e una qualità della vita più elevata. Con l’approvazione delle nuove norme, dunque, sussidi, strumenti, metodologie di studio più opportune, saranno decisi, non in modo ‘standard’, in relazione al tipo di disabilità, ma con un Piano didattico veramente individualizzato che guarderà alle caratteristiche del singolo studente.

    “Con il provvedimento approvato in Consiglio dei Ministri, che ho fortemente voluto sin dal mio insediamento, facciamo davvero un grande passo avanti - sottolinea il Ministro Bussetti -. Abbiamo lavorato in accordo con le Associazioni di settore e l’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica. Il governo ha dimostrato di dare attenzione concreta a questi temi. Siamo passati dalle parole ai fatti. Appena insediato - prosegue Bussetti - ho subito voluto far ripartire l’Osservatorio sull’inclusione, che era rimasto fermo. Per mesi abbiamo lavorato per raggiungere questo risultato. Ringrazio anche il Ministro Lorenzo Fontana che ha collaborato fattivamente per raggiungere questo importante obiettivo in un clima di costante collaborazione. Tutti i nostri giovani, nessuno escluso, devono essere protagonisti della loro crescita e devono essere messi in condizione di esprimere tutte le loro potenzialità”.

    L’intera comunità scolastica sarà coinvolta nei processi di inclusione. Viene rivista la composizione delle commissioni mediche per l’accertamento della condizione di disabilità ai fini dell’inclusione scolastica: saranno sempre presenti, oltre a un medico legale che presiede la Commissione, un medico specialista in pediatria o neuropsichiatria e un medico specializzato nella patologia dell’alunno. Un cambio di passo che punta ad assicurare la presenza di uno specialista nella patologia dell’alunno.
    Anche i genitori e, dove possibile, nel caso di maggiorenni, gli stessi alunni con disabilità, potranno partecipare al processo di attribuzione delle misure di sostegno, per superare l’attuale impostazione che prevede una meccanica associazione tra la certificazione data ai sensi della legge 104 e il supporto offerto all’alunno.

    Nascono i Gruppi per l’Inclusione Territoriale (GIT), formati su base provinciale, ovvero nuclei di docenti esperti che supporteranno le scuole nella redazione del Piano Educativo Individualizzato (PEI) e nell’uso dei sostegni previsti nel Piano per l’Inclusione. I GIT avranno anche il compito di verificare la congruità della richiesta complessiva dei posti di sostegno che il dirigente scolastico invierà all’Ufficio Scolastico Regionale.

    A livello scolastico opererà, invece, il Gruppo di lavoro operativo per l’inclusione, composto dal team dei docenti contitolari o dal consiglio di classe, con la partecipazione dei genitori dell’alunno con disabilità, delle figure professionali specifiche, interne ed esterne all’istituzione scolastica che interagiscono con l’alunno stesso, nonché con il supporto dell’unità di valutazione multidisciplinare e con un rappresentante designato dall’Ente Locale. Il Gruppo di lavoro operativo per l’inclusione avrà il compito di redigere il Piano Educativo Individualizzato, compresa la proposta di quantificazione di ore di sostegno e delle altre misure di sostegno, tenuto conto del profilo di funzionamento dell’alunno.  

  • giovedì 16 maggio 2019

    Docenti, immissioni e aumento stipendiale

    Il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, cerca di chiudere nel più breve tempo possibile il rinnovo del contratto scuola valevole per il triennio 2019-2021. Sul tavolo delle trattative ci sarebbe un aumento stipendiale medio di 120 euro, più un piano di assunzioni di circa 55.000 docenti.

    Come segnala La tecnica della scuola «Chi, allo stato attuale, è supplente nella scuola secondaria, ma con più di tre anni di insegnamento potrebbe dover svolgere un percorso universitario di un anno: un tirocinio che li qualifichi professionalmente e li porti in cattedra. Il Miur dovrà allargare la quota riservata ai docenti con 36 mesi di servizio per il prossimo concorso d’autunno (attualmente è al 10%)».

    Per l’esattezza, con 48.536 i posti indicati dal Miur al ministero dell’Economia per la scuola secondaria di primo e secondo grado, meno di 17 mila quelli del primo ciclo, 2.910 per ricoprire il ruolo da capo d’Istituto, quasi giunto agli orali, più altri 2.004 posti come Dsga. Inoltre, la prossima settimana si avvierà un tavolo per attivare i nuovi Pas (corsi abilitanti a pagamento), riservati ai precari cosiddetti “storici”: il Miur vorrebbe farlo per 20 mila supplenti, i sindacati ne chiedono ben 50 mila. Di immissioni in ruolo straordinarie per il personale Ata, se si eccettuano i circa 12 mila posti riservati ai lavoratori socialmente utili, per il momento nulla è stato esplicitato.

    Tornando alle cifre, ossia i presunti 120 euro lordi al mese: questa potrebbe essere la cifra su cui potrebbe attestarsi la trattativa per gli aumenti stipendiali attesi per il rinnovo del Contratto 2019/21. Lo spiega Corrado Zunino su Repubblica.it : «Sul contratto la volontà dichiarata dal governo è quella di chiuderlo a breve recuperando l’inflazione programmata: il 4,1 per cento su tre anni. Sono 2 miliardi sull’intero comparto pubblico. Declinati sulla scuola, porterebbero un aumento medio di 110-120 euro lordi per ogni insegnante. Un anno fa Valeria Fedeli chiuse a 96 euro».  



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