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  • 2000-oggi /
    Nel gennaio 2004 Guido D’Anna muore, dopo lunga malattia; definito «pioniere dell’editoria scolastica», uomo riservato e dal disarmante candore, si è fatto amare oltre che per i pregi intellettuali e umani, anche per la sua forza d’animo e la profondità dei suoi sentimenti. Tutt’oggi, gli eredi del suo spirito di iniziativa continuano l’incessante, maniacale, industriosità che fino all’ultimo ha contraddistinto l’operato di «uno dei pochi editori puri». 

    Nel 2006 la Casa editrice compie ottant’anni: un traguardo importante che ha meritato di esser ricordato con un evento speciale tenutosi presso la Biblioteca degli Uffizi, presenti giornalisti e personalità delle istituzioni e della cultura. Nella prestigiosa biblioteca è stato presentato il volume Casa editrice G. D’Anna. Persone, storie, luoghi in ottant’anni di editoria; l’opera − una delle prime copie stampate è stata donata al sindaco di Firenze Leonardo Domenici − ripercorre, attraverso fotografie, documenti e testimonianze inedite, il lungo cammino iniziato a Messina e che oggi prosegue nel capoluogo toscano, «raro esempio» − come è stato detto − «di imprenditoria dalle radici profonde». Nel corso dell’evento sono stati poi resi noti e commentati i risultati dell’indagine nazionale «Quando il bullismo entra in classe», commissionata dalla Casa editrice al sociologo Renato Mannheimer e che ha avuto ampio risalto sui media.
    Nello stesso anno, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, i D’Anna ricevono un altro importante riconoscimento: la segnalazione d’onore al XXIV «Premio Firenze».

    Dal 1998 la famiglia D’Anna ha condiviso la proprietà della Casa editrice con Loescher editore (a quest’ultimo, dal 1998, è affidato il compito di promuovere e distribuire i titoli del catalogo D’Anna).
     
    Nell’aprile 2008 la Loescher ha acquistato, in seguito a volontà espresse da alcuni soci D’Anna, una quota di azioni tali da consentirle di raggiungere la maggioranza delle azioni.
     
    A fine 2009 Gabriele D’Anna, Presidente e già Direttore editoriale, prende atto di alcuni cambiamenti derivanti dal nuovo assetto societario: cede le proprie azioni e lascia l’azienda per la quale, ereditando un non facile compito, in 28 anni ha dedicato tutto se stesso vivendo con passione lo straordinario cammino iniziato a Messina, oltre ottant’anni fa.

    Nel mese di giugno 2012, a seguito di un ulteriore passaggio di quote la G. D’Anna casa Editrice è controllata totalmente da Loescher Editore (divisione del gruppo Zanichelli editore S.p.A.).

    Nell’ottobre 2012, è stata deliberata la fusione per incorporazione della G. D’Anna casa editrice in Loescher Editore al far data dal gennaio 2013.

    All'interno del catalogo Loescher il marchio D'Anna è mantenuto con una sua autonomia, alla base della quale vi è una autonoma redazione nei nuovi uffici di via Mannelli a Firenze. 


  • 1981 - 1999 /
    A partire dal 1981 entrano nell’azienda i figli di Guido: primo Gabriele e, a seguire, Giacomo, Albertina, Elisabetta. Si tratta di fresche energie che danno vitalità alla produzione: giovani con la capacità di proporre e seguire libri di testo destinati a giovani come loro. Giacomo ha svolto un ruolo di responsabilità per diversi anni, poi ha scelto altre vie; Elisabetta, colpita da un male incurabile, ha lasciato un vuoto difficile da colmare. 

    Nel 1991 Messina celebra i 60 della Casa editrice - compiuti qualche anno prima - con una grande mostra documentaria e bibliografica intitolata «G. D'Anna. Sessant'anni di editoria da Messina a Firenze». Promossa dal Gabinetto di Lettura sotto il patrocinio del Comune e della Provincia Regionale di Messina, l'allestimento della mostra - che si rivela un grande successo di pubblico e ottiene vasta eco sulla stampa - richiede una gestazione logistico-culturale assai complessa; le ricerche tra Messina e Firenze sono condotte da Sergio Palumbo e portano alla scoperta di documenti inediti significativi. 
    Nell’aprile 1999 la D’Anna da via dei Della Robbia si trasferisce in locali più ampi, al Poggio Imperiale, dove la nuova sede in via Dante da Castiglione, viene inaugurata nel settembre dello stesso anno. 

    Coraggiosamente i giovani D’Anna sono fra i primi a percorrere la strada del multimediale, ritenuta importante ausilio all’attività didattica e all’apprendimento. Vengono pubblicate una poderosa letteratura italiana e una letteratura greca entrambe su cd-rom; sono resi disponibili ai non vedenti un fortunatissimo corso di Educazione fisica, uno di Storia e uno di Filosofia, grazie alla trasposizione su supporto elettronico dei loro contenuti; vengono realizzati il Dizionario dei sinonimi e dei contrari e il DirdiPiù (Dizionario italiano ragionato & Laboratorio linguistico operativo), versione digitale dell’apprezzato DIR (la cui realizzazione ha permesso alla D’Anna di ottenere nel 1988 il «Premio della Cultura»).

    «Diversificare, d’altra parte, è sempre più necessario», si sostiene in Casa editrice; da questa filosofia nascono importanti partnership con «L’Espresso», «la Repubblica», Studenti.it, Fratelli Alinari, Zanichelli, Loescher e Città Nuova. 

    Ma l’amore, la passione, l’attenzione per il libro rimangono invariate. La D’Anna, negli ultimi vent’anni, ha pubblicato alcune opere che realmente «hanno fatto scuola»: le antologie di scrittori italiani per il biennio (fra le quali Quattro colori di Maria Concetta Sclafani, Alberta Mariotti e Amelia Stancanelli), i corsi di storia assai diffusi come le rinnovate edizioni di Storia e storiografia di Antonio Desideri e Mario Themelly, le varie edizioni dei corsi di chimica di Liliana Mammino, i manuali di Storia dell’arte di Piero Adorno e Adriana Mastrangelo, quelli di Educazione fisica di Pier Luigi Del Nista, June Parker e Andrea Tasselli. 

  • 1943 - 1966 / La guerra e la rivoluzione del '68
    Messina 1943: tra morti e feriti si contano circa 5000 vittime, il 94% dei fabbricati è distrutto dai bombardamenti, e tra questi figura la libreria D’Anna. La drammatica situazione impone un profondo cambiamento, ed è così che Giacomo si trasferisce con la famiglia in Continente, deciso a proseguire l’attività editoriale. Non è un caso che la scelta cada su Città di Castello, in Umbria, tradizionalmente nota per le sue stamperie. E proprio lì lo sorprende l’otto settembre. Lui, di sentimenti antifascisti, nonostante una rispettosa amicizia con Marinetti e Bottai, protegge il grande critico Attilio Momigliano, perseguitato a causa delle leggi razziali, e finisce in carcere. Dopo una fuga fortunosa, è il primo a entrare a Sansepolcro sulla torretta di un carro armato statunitense per liberare Momigliano che aveva affidato al direttore dell’ospedale civico di quella città.

    La D’Anna, nel frattempo, ritorna a Messina, ma non per molto. Come tante altre istituzioni culturali, avverte l’attrattiva di una Firenze che non ha ancora smarrito la vocazione di capitale della cultura e che soprattutto, con Le Monnier, Sandron, Sansoni e La Nuova Italia, costituisce il più importante centro dell’editoria scolastica italiana. Uno dei due figli maschi di Giacomo, Guido, sogna di fare l’architetto e di studiare a Firenze col grande Michelucci. Luigi Russo, di non facile carattere, da tempo autore della Casa editrice, trovandosi in disaccordo con la Vallecchi, che gli pubblica la rivista «Belfagor», cerca un nuovo editore. La soluzione è di compromesso: Guido si trasferisce nel capoluogo toscano a studiare architettura, ma anche a costituire nel 1949 la sede fiorentina della D’Anna e a curare la parte organizzativa di «Belfagor». Dopo un anno Guido viene raggiunto dal fratello maggiore Giuseppe. Lavoreranno insieme assolvendo Giuseppe principalmente il compito di direttore amministrativo e commerciale.
    La produzione editoriale si incrementa: opere di cultura, manuali e antologie, con una specializzazione nell’ambito umanistico (il retaggio della Magna Grecia rimane nel DNA anche fuori della Sicilia), collane e riviste. Gli anni, nel frattempo, passano e la D’Anna deve affrontare ben due alluvioni. La prima è quella vera, del ’66, che reca gravi perdite ma incoraggia la Casa editrice a installarsi in una signorile palazzina di via dei Della Robbia; la seconda è quella, metaforica, del Sessantotto. 
    La «rivoluzione» intellettuale di questi anni offre alla Casa editrice D’Anna l’occasione per proporre nuovi strumenti di cultura e di studio: nascono la rivista «Generazione zero», le collane monografiche «Parallela», «Tangenti», «Antologie filosofiche per problemi», «Gli uomini e le loro istituzioni» e «Secondo millennio»: oltre trecento titoli il cui spirito sembra proprio un chiaro anticipo dell’attuale riforma scolastica. Oltre alle collane il catalogo si arricchisce di opere sulle quali hanno studiato intere generazioni di studenti: Gli incontri, I problemi, l’edizione rinnovata dell’Antologia della letteratura italiana di Mario Balestrieri, Angelo Gianni e Angelo Pasquali.
  • 1926 / Le origini
    La storia della Casa editrice affonda le radici nella Messina degli anni Venti: era il 1926 quando Giacomo D'Anna, a tre anni dall’apertura della sua libreria, decise di affiancare all’attività di libraio quella di editore, dando alle stampe saggi di professori della locale università, esemplari traduzioni dal latino e dal greco, opere di insigni studiosi. Nacquero così le collane «Biblioteca di Cultura Contemporanea» e «Gemme minori di Sicilia» cui fecero seguito le prime riviste, a cominciare da «Ponte»: pochi numeri stampati a cura e per conto di studenti, che ne compravano una copia risparmiando sul caffè o sul biglietto del tram ed erano soliti trascorrere i pomeriggi nella libreria D’Anna a parlare di letteratura in compagnia di scrittori e artisti come Salvatore Quasimodo e Giacomo Balla, Bruno Cicognani, Renato Guttuso e Filippo Tommaso Marinetti, amico di Giulio DAnna, fratello di Giacomo e futurista aeropittore

    L’eco di questa particolare attività della libreria D’Anna valica lo Stretto e viene ascoltata da editori quali Einaudi, Mondadori, Bompiani che suggeriscono a Giacomo D’Anna di organizzare incontri con famosi scrittori, tra cui ricordiamo Cesare Pavese, Italo Calvino e Bruno Cicognani. 
    Invitato da Arnoldo Mondadori, assieme ad altri qualificati librai d’Italia, Giacomo D’Anna si reca a Verona, dove conosce Hemingway, Steinbeck, Maugham
    Fin dagli esordi l’idea imprenditoriale è chiara: la riqualificazione culturale del testo destinato alla scuola. Giacomo D’Anna si fa strada nella «scolastica» affidando la compilazione dei libri di testo a nomi prestigiosi della cultura accademica: e i risultati non tardano, con scelte editoriali spesso d’avanguardia realizzate da illustri autori quali Luigi Russo, Quintino Cataudella, Francesco Flora, Nicola Terzaghi, Manara Valgimigli. 



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