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Sulla scuola


  • Al via il Piano nazionale per l'educazione al rispetto

    La ministra dell'Istruzione Valeria Fedeli ha presentato un piano nazionale per promuovere nelle scuole di ogni ordine e grado l'educazione al rispetto, per contrastare ogni forma di violenza e discriminazione e favorire il superamento di pregiudizi e disuguaglianze, secondo i principi espressi dall'articolo 3 della Costituzione italiana.

    L'evento si è svolto nella cornice del Teatro Eliseo, alla presenza di Elena Centemero, Presidente della Commissione Equality and Non Discrimination del Consiglio d'Europa, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all'Istruzione, Luca Pancalli, Presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro, rappresentati di studentesse e studenti e delle famiglie.

    Ha condotto il dibattito la giornalista Mirta Merlino, che ha di recente lanciato una campagna dal titolo #odiolodio per sensibilizzare sul problema della violenza verbale e dell'offesa gratuita sui social network. La campagna rientrerà fra le collaborazioni lanciate oggi alla presentazione del Piano.

    «Il lancio di questo Piano ci rende orgogliosi ed è particolarmente importante - ha spiegato Fedeli - perché il rispetto delle differenze è decisivo per contrastare violenze, discriminazioni e comportamenti aggressivi di ogni genere. Perché il rispetto include un modo di sentire e un modo di comportarsi e relazionarsi fondamentali per realizzare l'art. 3 della Costituzione, cui tutto il Piano si ispira. Perché la scuola deve, può e vuole essere un fattore di uguaglianza, protagonista attiva di quel compito - "rimuovere gli ostacoli" - che la Repubblica assegna a se stessa. Ascolto, dialogo, condivisione: il rispetto significa tutto questo, significa fortificare la democrazia, migliorare la qualità di ogni esperienza di vita, contribuire a far crescere condizioni di benessere per tutte e tutti».

    In pratica, in cosa consiste il Piano? Esso prevde lo stanziamento di 8,9 milioni di euro per progetti e iniziative per l'educazione al rispetto e per la formazione dei docenti. In particolare, 900.000 euro serviranno per l'ampliamento dell'offerta formativa, 5 milioni (fondi PON) per il coinvolgimento di 200 scuole nella creazione di una rete permanente di riferimento su questi temi. Altri 3 milioni sono messi a disposizione per la formazione delle e dei docenti.

    Contemporaneamente sono state emanate le Linee guida nazionali per l'attuazione del comma 16 della legge 107 del 2015 per la promozione dell'educazione alla parità tra i sessi e la prevenzione della violenza di genere. Le Linee guida sono state messe a punto da un Gruppo di esperti istituito presso il Miur. «Queste Linee guida – sottolinea la Ministra – sono frutto di un lavoro di confronto importante, portato avanti con l'obiettivo di trovare il massimo equilibrio e la più ampia condivisione. Quello che mi rende particolarmente orgogliosa è non solo aver formalmente attuato una prescrizione normativa, ma aver dato alle scuole uno strumento culturale importantissimo per combattere le disuguaglianze e gli stereotipi: la legge 107 punta a rendere centrale l'educazione al rispetto e alla libertà dai pregiudizi, riconoscendo dignità a ogni persona, senza esclusioni, nell'uguaglianza di diritti e responsabilità per tutte e tutti».

    Emanate anche le Linee di orientamento per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo, previste dalla legge 71 approvata in Parlamento a maggio del 2017: saranno uno strumento flessibile e aggiornabile per rispondere alle sfide educative e pedagogiche legate alla costante evoluzione delle nuove tecnologie.

    Per diffondere i contenuti e i messaggi del Piano parte poi da oggi anche una campagna social con l'hashtag #Rispettaledifferenze che accompagnerà la pubblicazione di materiali dedicati e di video. Testimonial del mondo dello sport, della cultura e dello spettacolo hanno già aderito alla campagna (fra questi: Alice Rachele Arlanch, Luca Barbarossa, Marco 'Baz' Bazzoni, Ohara Borselli, Giovanni De Carolis, Paola Cortellesi, Geppy Cucciari, Gaia De Laurentis, Padre Enzo Fortunato, Teresa Mannino, Ermal Meta, Piergiorgio Odifreddi, Nicole Orlando, Valentina Petrini, Mirco Scarantino, Alessandra Sensini, Pino Strabioli, Dario Vergassola, la squadra di pallacanestro di Crema) con video o messaggi per i social in cui spiegano perché è importante rispettare le differenze.

    Il link al video della campagna: https://www.youtube.com/watch?v=Jg53dRp_4LY 

    Scarica le linee guida  

  • Cyberbullismo, c'è la legge: il ruolo della scuola

    È arrivato lo scorso 17 maggio il via libera definitivo alla legge contro il fenomeno del cyberbullismo, legge che intende contrastare fermare la piaga in tutte le sue manifestazioni, con azioni a carattere preventivo e con una strategia di attenzione, tutela ed educazione nei confronti dei minori coinvolti, sia nella posizione di vittime sia in quella di responsabili di illeciti.

    Il cyberbullismo viene definito come quelle «forme di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d'identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo».

    È inoltre prevista, sempre nel ddl approvato, per il triennio 2017-2019 la «formazione del personale scolastico, prevedendo la partecipazione di un proprio referente per ogni autonomia scolastica; la promozione di un ruolo attivo degli studenti, nonché di ex studenti che abbiano già operato all’interno dell’istituto scolastico in attività di peer education, nella prevenzione e nel contrasto del cyberbullismo nelle scuole; la previsione di misure di sostegno e rieducazione dei minori coinvolti; un efficace sistema di governance diretto dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Dall’adozione delle linee di orientamento non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Ogni istituto scolastico, nell’ambito della propria autonomia, individua fra i docenti un referente con il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e di contrasto del bullismo e del cyberbullismo».

    La scuola avrà un ruolo importante nella lotta al cyberbullismo: l’approvazione all’unanimità alla Camera del disegno di legge, prevede infatti che un minore di almeno 14 anni d’ora in poi potrà chiedere, senza l’intervento di un adulto, di oscurare, rimuovere o bloccare i contenuti diffusi in rete al gestore del sito web o ai social network».

    Per arrivare a formulare la richiesta, il giovane dovrà essere sensibilizzato e informato a dovere sui rischi che si corrono in caso di mancata denuncia. Sarà importante anche «il ruolo di ogni scuola, la quale dovrà individuare tra i prof un addetto al contrasto e alla prevenzione del “cyberbullismo” che potrà avvalersi della collaborazione delle Forze di polizia».

    Il punto centrale della legge dice che è cyberbullismo «qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni realizzata per via telematica». Soltanto minorenni, quindi. Perché è solo in questo caso che aziende come Facebook, Google, Twitter, Microsoft e altri colossi del web hanno assicurato la loro disponibilità in caso di rimozione dei contenuti dalla Rete.

    «Il cyberbullismo è un tema serissimo. Ritengo per questo molto importante l’approvazione di una legge specifica per il contrasto di questo fenomeno. Il Parlamento ha fatto un lavoro che era necessario: finalmente si affronta pienamente e in modo deciso un problema che non può essere sottostimato. Ringrazio i colleghi parlamentari, in particolare la Senatrice Elena Ferrara, per l’impegno profuso nel raggiungere questo obiettivo. Il Ministero è già al lavoro affinché la legge trovi immediatamente piena attuazione». Così la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, commenta la definitiva approvazione alla Camera della legge sul cyberbullismo.

    «Con questo provvedimento - sottolinea Fedeli - mettiamo al centro la tutela delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi. Lo facciamo, in un’ottica di prevenzione, a partire dalla scuola che è luogo principale di formazione, di inclusione e accoglienza. Finalmente abbiamo imboccato la strada giusta».

    Nei giorni scorsi il Ministero ha già riunito la Conferenza dei coordinatori regionali degli Uffici scolastici sul bullismo per attivare immediatamente la ricognizione delle docenti e dei docenti in ciascuna istituzione scolastica, così come richiesto dalla legge appena approvata. I referenti, spiega il provvedimento, coordineranno le iniziative di prevenzione e di contrasto del cyberbullismo, anche avvalendosi della collaborazione delle Forze di polizia nonché delle associazioni e dei centri di aggregazione giovanile presenti sul territorio.È arrivato lo scorso 17 maggio il via libera definitivo alla legge contro il fenomeno del cyberbullismo, legge che intende contrastare fermare la piaga in tutte le sue manifestazioni, con azioni a carattere preventivo e con una strategia di attenzione, tutela ed educazione nei confronti dei minori coinvolti, sia nella posizione di vittime sia in quella di responsabili di illeciti.

    Il cyberbullismo viene definito come quelle «forme di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d'identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo».

    È inoltre prevista, sempre nel ddl approvato, per il triennio 2017-2019 la «formazione del personale scolastico, prevedendo la partecipazione di un proprio referente per ogni autonomia scolastica; la promozione di un ruolo attivo degli studenti, nonché di ex studenti che abbiano già operato all’interno dell’istituto scolastico in attività di peer education, nella prevenzione e nel contrasto del cyberbullismo nelle scuole; la previsione di misure di sostegno e rieducazione dei minori coinvolti; un efficace sistema di governance diretto dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Dall’adozione delle linee di orientamento non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Ogni istituto scolastico, nell’ambito della propria autonomia, individua fra i docenti un referente con il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e di contrasto del bullismo e del cyberbullismo».

    La scuola avrà un ruolo importante nella lotta al cyberbullismo: l’approvazione all’unanimità alla Camera del disegno di legge, prevede infatti che un minore di almeno 14 anni d’ora in poi potrà chiedere, senza l’intervento di un adulto, di oscurare, rimuovere o bloccare i contenuti diffusi in rete al gestore del sito web o ai social network».

    Per arrivare a formulare la richiesta, il giovane dovrà essere sensibilizzato e informato a dovere sui rischi che si corrono in caso di mancata denuncia. Sarà importante anche «il ruolo di ogni scuola, la quale dovrà individuare tra i prof un addetto al contrasto e alla prevenzione del “cyberbullismo” che potrà avvalersi della collaborazione delle Forze di polizia».

    Il punto centrale della legge dice che è cyberbullismo «qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni realizzata per via telematica». Soltanto minorenni, quindi. Perché è solo in questo caso che aziende come Facebook, Google, Twitter, Microsoft e altri colossi del web hanno assicurato la loro disponibilità in caso di rimozione dei contenuti dalla Rete.

    “Il cyberbullismo è un tema serissimo. Ritengo per questo molto importante l’approvazione di una legge specifica per il contrasto di questo fenomeno. Il Parlamento ha fatto un lavoro che era necessario: finalmente si affronta pienamente e in modo deciso un problema che non può essere sottostimato. Ringrazio i colleghi parlamentari, in particolare la Senatrice Elena Ferrara, per l’impegno profuso nel raggiungere questo obiettivo. Il Ministero è già al lavoro affinché la legge trovi immediatamente piena attuazione”. Così la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, commenta la definitiva approvazione alla Camera della legge sul cyberbullismo.

    “Con questo provvedimento - sottolinea Fedeli - mettiamo al centro la tutela delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi. Lo facciamo, in un’ottica di prevenzione, a partire dalla scuola che è luogo principale di formazione, di inclusione e accoglienza. Finalmente abbiamo imboccato la strada giusta”.

    Nei giorni scorsi il Ministero ha già riunito la Conferenza dei coordinatori regionali degli Uffici scolastici sul bullismo per attivare immediatamente la ricognizione delle docenti e dei docenti in ciascuna istituzione scolastica, così come richiesto dalla legge appena approvata. I referenti, spiega il provvedimento, coordineranno le iniziative di prevenzione e di contrasto del cyberbullismo, anche avvalendosi della collaborazione delle Forze di polizia nonché delle associazioni e dei centri di aggregazione giovanile presenti sul territorio.

     

  • Maturità 2018/19, ultime novità

    La Buona scuola bis è realtà. Gli ultimi cambiamenti al sistema scolastico italiano sono stati approvati dal Consiglio dei ministri.Le novità relative agli esami di maturità verranno applicate tra due anni, quando si presenteranno i ragazzi che oggi frequentano la terza superiore. Per essere ammessi all’esame di maturità sarà necessario avere tutte le materie con sei, a differenza di quanto proposto in prima istanza per cui si richiedeva la media della sufficienza indipendentemente dalla valutazione della singola disciplina. Altro requisito per essere ammessi all’esame è di aver effettuato la prova Invalsi che sarà somministrata nel mese di aprile del quinto anno.

    Gli studenti devono aver seguito almeno tre quarti del monte ore previsto e aver partecipato alle attività di alternanza scuola-lavoro.

    Il credito scolastico varrà fino a 40 punti 12 al terzo anno, 13 al quarto e 15 al quinto anno. Confermata l'eliminazione del quizzone, la terza prova multidisciplinare, sostituita dalla prova Invalsi. Tra le altre novità l’assegnazione di un punteggio massimo di 20 per le ognuna delle due prove scritte (Italiano e d’Indirizzo) e l’utilizzo di griglie di correzione e valutazione uniformi per tutte le commissioni d’esame. Per quanto riguarda l’orale, il peso massimo in punti sarà di 20. Resta la “tesina” che servirà da spunto per l’avvio del colloquio. Il colloquio dovrà riguardare anche l’esperienza svolta durante l’apprendistato che sarà accompagnato da una relazione o elaborato multimediale. Il colloquio dovrà accertare anche le competenze del candidato in relazione alla “Cittadinanza e Costituzione”.  

  • Bonus 500 euro, procedura di iscrizione

    I docenti che vorranno utilizzare i 500 euro destinati dal MIUR per la loro formazione e aggiornamento dovranno seguire la procedura necessaria per iscriversi nella piattaforma online del Ministero dove sarà possibile attivare la carta docente e utilizzare il bonus erogato attraverso una sorta di “borsellino elettronico” Tramite l’applicazione web “Carta del Docente” sarà possibile effettuare acquisti presso gli esercenti ed enti accreditati a vendere i beni e i servizi che rientrano nelle categorie previste dalla norma. Ogni docente, utilizzando l’applicazione, potrà generare direttamente dei “Buoni di spesa” che daranno diritto ad ottenere il bene o il servizio presso gli esercenti autorizzati con la semplice esibizione.
    In ogni caso i docenti possono procedere alla registrazione con serenità e ora possono attivarsi esclusivamente per ottenere l’identità digitale con codice SPID e rimanere in attesa dell’attivazione della piattaforma online da parte del MIUR per la cui verifica si dovrà accedere all’indirizzo succitato indicato dallo stesso Ministero (www.cartadeldocente.istruzione.it).  



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