Sicurezza? Meglio il wi-fi!

Negli scorsi anni i ministri che si sono avvicendati alla guida del ministero di viale Trastevere a Roma, hanno sempre dovuto affrontare l'emergenza relativa alle mediocri condizioni degli edifici scolastici presenti in Italia. Eppure, secondo gli studenti coinvolti da una recente indagine, la priorità non è la sicurezza, ma il grado in informatizzazione.
 
La ricerca, realizzata online dal sito Skuola.net ha coinvolto 1024 studenti delle scuole secondarie; secondo il 50% degli intervistati, l'informatizzazione della scuola, la disponibilità delle reti wi-fi, la presenza di computer (possibilmente aggiornati) sono fattori più importanti rispetto all'edilizia scolastica e del miglioramento della preparazione degli insegnanti. 
 
Pur non rappresentando un campione statistico, gli studenti coinvolti esprimono opinioni interessanti e la frustrazione di vedere troppo spesso aule computer non sfruttate e reti wi-fi inesistenti o di scarsa potenza. Riguardo alle aule provviste di computer, si legge sulla pagina di Skuola.net relativa all'inchiesta che l’aula informatica è presente nel 97% delle scuole interessate dall'inchiesta. «Tuttavia, appena la metà di loro dichiara di utilizzarla normalmente durante l’anno. Tra quelli che non mettono mai piede nell’aula informatica, quasi uno studente su dieci dà la colpa di questo mancato utilizzo alla scarsa preparazione informatica dei docenti».
  
Riguardo alla «possibilità di utilizzare la rete Wi-Fi libera e gratuita nella propria scuola», illustra Skuola.net, «è un lusso che spetta a circa tre studenti su dieci. Eppure Brunetta e la Gelmini avevano previsto per il 2012 Wi-Fi in tutte le scuole. Il 9 maggio 2011 era stata annunciata la partenza dell'Operazione Scuole in Wi-Fi la quale prevedeva che 'tutte le scuole che aderiscono al progetto Scuola Mia potranno avere una connessione Wi-Fi gratuita riservata alla didattica con punti di accesso in rete senza fili'. Peccato però che questa operazione sia lungi dall'essere conclusa».
 
Il ministro Profumo, dal canto suo, è convinto da tempo che la scuola abbia bisogno di riforme strutturate importanti; nel corso di una presentazione ufficiale tenuta nei giorni scorsi a Dalmine, il ministro ha annunciato una conferenza nazionale sul futuro della scuola italiana: «La faremo ad ottobre», ha detto Profumo; «Il paese ha bisogno di fare una fotografia dello stato attuale e una valutazione delle migliori esperienze, e poi disegnare un percorso per il futuro. I nostri ragazzi sono diversi da quelli delle generazioni precedenti perché hanno molti più input, una diversa modalità di rapportarsi con le persone e con le cose. La scuola non può rimanere quella di oggi, bisogna dare una svolta. Dobbiamo provare a disegnare un percorso che possa essere portato a termine negli anni venturi».