Cultura handicap
Cause dell’handicap
I principali fattori di rischio che possono concorrere a determinare una situazione di handicap sono differenziabili a seconda dei possibili periodi di insorgenza:
– fattori concepimento (periodo preconcezionale): fattori genetici (ereditari o congeniti), anomalie cromosomiche, difetti del metabolismo;
– fattori gravidanza (periodo prenatale): malattie infettive della madre (ad es. rosolia, epatite, toxoplasmosi), altre malattie della madre (ad es. diabete, nefropatie), fattori tossici (alcool, droga, farmaci), radiazioni (radiografie addominali o pelviche), cattive condizioni sociali e scarsa tutela medica della gestante, fattori RH (affezioni del sangue);
– fattori nascita (periodo perinatale): parto anormale, gravidanza multipla, stress fetale, anossia (insufficienza di ossigeno nei tessuti) o asfissia (insufficienza respiratoria);
– fattori neonatale (periodo postnatale): malattie o infezioni gravi del bimbo (ad es. meningiti o encefaliti virali), metabolismo alterato (ad es. ipoglicemia, ittero grave), assenza o carenza di cure materne, lesioni cerebrali traumatiche esterne (ad es. in seguito a cadute).
Anomalie cromosomiche e origine congenita cromosomica
I cromosomi sono strutture presenti nel nucleo di ogni cellula umana; ogni cromosoma è costituito da migliaia di geni, che determinano le caratteristiche genetiche di ogni individuo. Nell’essere umano ogni cellula contiene 46 cromosomi divisi in 22 coppie piú due cromosomi sessuali (femmina xx, maschio xy). Il normale ciclo maturativo delle cellule della riproduzione porta alla formazione di cellule germinali che hanno 23 cromosomi (meiosi); l’unione di cellule germinali forma una nuova cellula (zigote) con 46 cromosomi, dalla quale si svilupperà un embrione, poi un feto e quindi un individuo.
Le anomalie cromosomiche possono verificarsi al momento della meiosi, oppure piú raramente durante le prime divisioni cellulari dopo il concepimento.
Con il termine prevenzione primaria si indica l’azione tesa a prevenire la manifestazione di danni fisici, intellettivi o sensoriali a carico della persona; con il termine prevenzione secondaria si intende l’azione tesa ad evitare che i danni insorti causino una limitazione fisica permanente o disabilità.
La prevenzione può includere: l’assistenza medica prenatale o postnatale, l’educazione alimentare, le campagne di informazione, i programmi per la prevenzione di incidenti in ambienti diversi ecc.
Con il termine riabilitazione si indica il processo attraverso il quale si offre alla persona con disabilità la possibilità di raggiungere e mantenere il proprio livello funzionale ottimale; comprende una vasta gamma di provvedimenti e attività volti al raggiungimento di risultati specifici (ad esempio, la riabilitazione motoria o quella vocale).
