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Didattica e multimedialità
BLOG E WIKI
COME UTILIZZARE INTERNET NELLA DIDATTICA
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La sempre più rapida diffusione di Internet permette anche a coloro che non conoscono il linguaggio HTLM e non sono molto pratici di informatica di sperimentare le nuove opportunità che offre il web.
Alcune di queste applicazioni possono essere davvero utili per gli studenti, sia in aula che a casa. In particolare, parliamo degli wiki e dei blog.
Il nome blog deriva dalla contrazione di due parole, web (la rete) e log (una serie di informazioni, sistemate cronologicamente, circa le operazioni compiute dal software): in pratica, si tratta di “diari on-line”. Nati nel 1997 negli Stati Uniti, dal 2001 hanno cominciato a prendere piede anche in Italia. Il segreto del loro successo sta di certo nel loro facile utilizzo: non sono richieste specifiche conoscenze informatiche e appositi tool forniscono, anche ai meno esperti, gli strumenti per iniziare.
La struttura base di un blog può essere divisa in parti diverse: nella parte principale si trovano i post (gli articoli veri e propri) e ai lati sono collocati l’archivio e i link per le risorse. Naturalmente, ogni blogger può personalizzarlo come meglio crede, scegliendo sfondi, font, animazioni.
Ormai esistono blog di ogni genere: personali, collettivi, tematici, di attualità e anche photoblog, per quelli che vogliono condividere scatti fotografici e video. Parte fondamentale è la sezione “commenti”, dove qualsiasi utente può dire la propria a proposito del post scritto dal blogger: si tratta di spazi dove avviare vere e proprie discussioni e scambi di idee.
Dal momento che la maggior parte degli studenti ormai naviga senza problemi e passa in rete il proprio tempo libero, anche la scuola sta cercando di adeguarsi. Ogni giorno nascono blog dove insegnanti e lavoratori nel settore dell’istruzione si scambiano opinioni e notizie dell’ultim’ora, ma sono in forte crescita anche pagine gestite da studenti all’interno di progetti di informatica o come parte del sito web del proprio istituto. I blog possono essere utilizzati per condividere materiali didattici, ideare percorsi inter-disciplinari, comunicare con le famiglie, o semplicemente per creare un ambiente dinamico e moderno per lavorare con gli studenti. Alcuni esempi: ci siamo imbattuti in blog in cui gli alunni di una scuola recensiscono periodicamente i libri che hanno preso in prestito in biblioteca, o diari in cui gli insegnanti inseriscono materiali e esperienze di lavoro in classe.
Il wiki è ancora più dinamico del blog: in esso infatti, non solo è possibile “postare” articoli e scrivere commenti, ma anche gli interventi degli altri si possono modificare. Il nome deriva dal termine hawaiano – wiki, appunto – che significa “rapido”. Il primo è nato nel 1995, per opera di un certo Ward Cunning, per permettere a chiunque di modificare le informazioni sulla rete e correggere eventuali errori nei contenuti.
Un sito wiki è sempre aperto e in continua evoluzione, le pagine possono moltiplicarsi, e intersecarsi tramite semplici link creati collegando la pagina alla parola in questione (wikiwords). Anche in questo caso non è necessario conoscere il linguaggio HTLM, e ci si basa su regole intuitive. Al contrario dei blog, che possono essere gestiti da una sola persona, il concetto di wiki si basa sulla collaborazione, il contributo degli utenti è immediato e libero, ed è possibile visualizzare e confrontare le modifiche che sono state fatte ai vari argomenti. La libertà di intervenire che il wiki concede ha come conseguenza negativa il fatto che spesso non è possibile individuare le fonti o essere certi dell’attendibilità delle informazioni. Inoltre, si rischia di incappare nel cosiddetto “vandalismo informatico”: nonostante il gestore sia in grado di annullare eventuali commenti sgradevoli, spesso non si riesce ad evitare che qualche post inopportuno appaia per qualche tempo in rete.
Il wiki più famoso è sicuramente Wikipedia (www.wikipedia.org) un’enciclopedia nata nel 2001 e gestita attraverso un motorewiki, WikiMedia. Le lingue presenti sono più di 260, dall’inglese al latino, passando per i vari dialetti africani o asiatici. Questo tipo di enciclopedia, seppure così famosa e ben gestita, presenta gli stessi problemi di attendibilità delle fonti di qualsiasi altro sito wiki. Nonostante Wikipedia possa sembrare uno strumento fondamentale per affrontare tesine e ricerche, tuttavia, se non si vuole rischiare di scrivere inesattezze o addirittura falsità, non si può fare a meno di usare il proprio senso critico e controllare ogni informazione.
Ciò non toglie che, dal punto di vista didattico, anche il wiki possa essere utilizzato per percorsi multi-disciplinari, per far capire l’importanza della collaborazione e della condivisione di informazioni e notizie. Non è il punto di arrivo delle proprie ricerche, ma di sicuro può costituire una buona base da cui partire.
Pur con le dovute precauzioni la scuola potrebbe cercare di utilizzare queste nuove risorse affiancandole ai più tradizionali e collaudati strumenti didattici; si tratta pur sempre di mezzi in grado di sviluppare la creatività degli alunni grazie a progetti portati avanti con la collaborazione degli insegnanti.