Cultura handicap

Handicap motorio

 

L’handicap di natura motoria colpisce la muscolatura volontaria; è causato da eventuali incidenti traumatici o mutilazioni, ma prevalentemente da lesioni o malattie del sistema nervoso.

Se il danno è di origine centrale (cioè a carico del sistema nervoso centrale: encefalo e midollo spinale) causa paralisi spastiche, atetosiche, o atassiche; la sclerosi (dal greco sklérosis = indurimento) multipla, ad esempio, è una malattia del sistema nervoso centrale, caratterizzata da lesioni sclerotiche nell`encefalo e nel midollo spinale, che dà luogo ad alterazioni della mobilità e dell`equilibrio.
Se il danno è di origine periferica (cioè a carico del sistema nervoso periferico: nervi spinali e nervi cranici) causa paralisi distrofiche.

In riferimento alla distribuzione topografica della disfunzione motoria possono manifestarsi le seguenti situazioni:
monoplegia (dal greco mónos = solo, uno, unico + plegía, da pleghé = percossa): difetto motorio localizzato ad un solo arto (casi rari);
paraplegia (dal greco pará = accanto, vicino + plegía): disturbo localizzato agli arti inferiori in maniera simmetrica e bilaterale;
emiplegia (dal greco hemí = mezzo, metà + plegía): una sola metà del corpo è interessata dal disturbo motorio (possono verificarsi casi di doppia emiplegia);
triplegia (derivato dal greco trêis, tría o dal latino très, tria = tre, formato da tre + plegía): il difetto è in genere di tipo spastico e risultano colpiti tre arti, per lo piú i due inferiori ed uno superiore;
tetraplegia (dal greco tétra = quattro + plegía): tutti e quattro gli arti sono interessati dal deficit motorio (forma spastica o forma rigida);
diplegia (dal greco dís = due, due volte + plegía): disturbo motorio a carico di due arti comunque distribuito.

Un luogo comune da sfatare è che l’handicap di tipo motorio sia collegato necessariamente ad un handicap di tipo intellettivo; entrambi i deficit possono essere presenti contemporaneamente, ma avere davanti a noi una persona seduta su una sedia a rotelle, o che ha difficoltà nel parlare correttamente oppure dei limiti nell`afferrare un oggetto, non significa necessariamente trovarci di fronte a un individuo non capace di pensare e/o di capire il nostro errore di valutazione riguardo alla sua condizione.



Paralisi spastiche, atetosiche, atassiche

La paralisi (dal greco parálysis = rilassamento, allentamento) cerebrale di tipo spastico (dal greco spastikós = che lacera) è la forma piú comune e comprende oltre il 50% dei casi. La spasticità consiste in un aumento patologico del tono muscolare ed è caratterizzata in prevalenza dalla rigidità estensoria degli arti inferiori e dalla rigidità flessoria degli arti superiori.
 
La paralisi cerebrale di tipo atetosico (dal greco áthetos = sconnesso, non fisso) colpisce circa il 20% dei casi ed è caratterizzata dalla presenza di movimenti continui e irregolari (soprattutto se il soggetto è emotivamente sotto stress) che rendono l`attività motoria non funzionale.
 
La paralisi cerebrale di tipo atassico (dal greco alfa privativo + táxis = ordine) è poco frequente (circa il 10% dei casi) ed è l`espressione di un danno al cervelletto (la porzione della massa encefalica che occupa la parte posteriore della scatola cranica, fa parte del sistema nervoso centrale e ha la funzione di mantenere l`equilibrio, l`orientamento del corpo e il tono muscolare) e al midollo spinale; il disturbo fondamentale è rappresentato dall`incoordinazione del movimento e può essere di tipo statico o di tipo dinamico.



Paralisi distrofiche

Le distrofie (dal prefisso greco dys = negazione o cattivo funzionamento + trophía = nutrimento) muscolari sono delle miopatie (dal greco mys, myós = muscolo + pátheia = sofferenza, affezione), ossia delle malattie che colpiscono la muscolatura; in genere hanno carattere ereditario e un decorso lento caratterizzato da un indebolimento muscolare progressivo, che porta nel tempo ad una grave infermità. Ci sono molte forme di distrofia, fra cui le tipologie piú frequenti sono quella di Duchenne e quella di Becker.