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Settembre, scuola in sicurezza

Settembra a scuola: in presenza e soprattuto in sicurezza. È questo l'obiettivo del Governo e del Ministero dell'Istruzione, che ha ricevuto oggi dal Comitato tecnico-scientifico istituito per l'emergenza coronavirus il documento con le misure per il rientro a settembre. Il distanziamento fisico, le misure di igiene e prevenzione sono i cardini del documento.

Com'è ormai noto, sarà previsto il distanziamento interpersonale di almeno un metro, considerando anche lo spazio di movimento. Questa distanza andrà garantita nelle aule, con una conseguente riorganizzazione della disposizione interna, ad esempio, dei banchi, ma anche nei laboratori, in aula magna, nei teatri scolastici. Si passa a due metri per le attività svolte in palestra.

Quanto costeranno queste precauzioni? Secondo una delle ipotesi presentate domani in Parlamento dalla Task force voluta dal Ministro, un aumento del 10-15% di personale tra docenti ed ATA (parliamo di 100mila docenti e circa 30mila ATA), potrebbero garantire le condizioni di distanziamento sociale richieste per una ripartenza in sicurezza.

Se la richiesta dovesse essere accolta, si potrebbe puntare a classi di 12 alunni che vengono ritenute ideali per un apprendimento ottimale, oltre a tutta la questione legata alla sicurezza covid-19. Investimento, circa 3 miliardi.

Due calcoli, sui fondi necessari li ha fatti la CISL in particolare su Infanzia e Primaria. Il rapporto medio nella scuola dell’infanzia è di 21 alunni per classe, per la primaria supera i 19, nella superiore i 20,55. “Solo per sdoppiare le classi di infanzia e primaria con docenti supplenti e collaboratori scolastici, servirebbero oltre tre miliardi e mezzo”.

Insomma, un investimento non indifferente che richiederebbe uno sforzo ben superiore rispetto a quel miliardo e mezzo già stanziato. Speranze giungono dai fondi europei, da quel recovery fund che potrebbe aprire a finanziamenti più sostanziosi per affrontare l’emergenza, ma che potrebbero diventare strutturali anche nel post-emergenza.

Tutti questi sforzi sono davvero necessari? Secondo una stima di un gruppo di ricercatori dell’Imperial College di Londra, il lockdown avrebbe scongiurato 3,1 milioni di decessi. I dati sono stati rilevati da un incrocio di statistiche provenienti da 11 paesi europei fino ai primi di maggio 2020, quando Italia e Spagna sono uscite dal blocco. Dal 2 al 29 marzo 2020, i paesi europei hanno iniziato a implementare i principali provvedimenti (come la chiusura delle scuole e i blocchi nazionali) per controllare l’epidemia di COVID-19.

La chiusura delle scuole, quindi, è stata inevitabile e giusta. La minstra Azzolina pensa ora ad un futuro sostenibile: "Nessuno del Comitato tecnico-scientifico, e tanto meno qui al Ministero, ha mai immaginato di chiudere gli studenti dentro cabine di sicurezza, come è stato invece raccontato in queste ore, in maniera quanto meno superficiale. Ho visto immagini surreali di ragazzi chiusi dentro a strutture simili a gabbie. Questa è disinformazione. Nessuno ha mai pensato a cose del genere. Semmai sono due anni che parlo del problema delle classi pollaio. E oggi finalmente tutti si accorgono del numero di alunni nelle classi delle scuole italiane". Così, il ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina, su Facebook in chiusura dell'anno scolastico postando un video dedicato anche ai ragazzi in procinto di affrontare gli esami di Terza Media e la maturità.

"Siamo al lavoro, giorno e notte, per riportare gli studenti a scuola con le giuste misure di sicurezza - aggiunge -. Senza eccessi, senza forzature. Vogliamo tornare alla normalità e lo faremo trovando il giusto bilanciamento tra due diritti sacrosanti, quello all'istruzione e quello alla salute. In queste ore si sta chiudendo un anno scolastico del tutto straordinario, che ci ha messo alla prova e che certamente ricorderemo nel tempo".

"La Dad ci ha aiutato - ragiona ancora Azzolina - ma a settembre torneremo alle lezioni in presenza. Siamo al lavoro per questo. Non esistono soluzioni miracolose, ma di buon senso sì. E abbiamo strumenti e risorse per realizzarle. Abbiamo anche le idee chiare sui tempi: A breve le linee guida del ministero saranno pronte. Stiamo portando avanti il confronto con le varie parti coinvolte. Intanto abbiamo già iniziato a costituire i tavoli regionali. Perché dovrà essere sui territori che andremo fisicamente a costruire le soluzioni, in modo chirurgico".



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